Cronaca

Aversa, assenteismo in uffici Asl Caserta: contestati danni per 200mila euro a 20 dipendenti

di Redazione

I carabinieri del Nas di Caserta hanno notificato un invito a dedurre, emesso dalla Procura Regionale della Corte dei Conti, nei confronti di 20 dipendenti dell’Asl di Caserta (dirigenti medici, amministrativi ed infermieri) a vario titolo ritenuti coinvolti in una serie di illeciti allontanamenti dal servizio con conseguente danno all’Erario. – continua sotto –

L’indagine trae origine da una segnalazione inviata nel 2017 del direttore generale dell’Asl di Caserta, nella quale si segnalavano numerosissime anomalie in merito all’utilizzo del sistema gestionale delle presenze da parte di un dipendente (tra i destinatari del provvedimento odierno) negli uffici di Aversa, in via Santa Lucia, da cui risultavano forti discrepanze negli orari delle “timbrature” con cadenza quasi quotidiana. I primi servizi di osservazione e pedinamento, oltre che con telecamere, consentivano di acquisire numerosi elementi da sottoporre al vaglio dell’autorità giudiziaria sull’ipotesi di assenteismo dal proprio posto di lavoro da parte dei dipendenti per assolvere a delle faccende private.

Dai riscontri effettuati dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma a partire dall’estate 2018 fino ad ottobre dello stesso anno è emerso che le ipotesi investigative non erano limitate ad un solo dipendente, ma avrebbero riguardato in tutto 20 persone tra dipendenti e collaboratori dell’Asl. Al vaglio della magistratura sono stati sottoposti oltre 270 casi di illecito allontanamento. Per un dipendente sono stati ipotizzati ben 36 casi di illecito allontanamento su 58 giorni di presenza attestata. Non sono rari i casi in cui si sospetti che le entrate e le uscite fossero probabilmente timbrate da familiari dei dipendenti.

Con l’atto della Procura della Corte dei Conti di Napoli si contesta ai venti dipendenti il danno patrimoniale derivante sia dal ritenuto ingiustificato esborso di retribuzioni che dalla lesione all’immagine ai sensi del Testo unico del pubblico impiego e dal presunto danno da disservizio, per un totale di quasi 200mila euro a discapito delle casse pubbliche.

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