È rientrato in Italia pensando di non essere atteso. Ad aspettarlo, invece, c’erano gli investigatori della squadra mobile: appena sbarcato all’aeroporto torinese di Caselle, per lui sono scattate le manette. Si è così chiusa la caccia a un cittadino marocchino latitante, ritenuto tra i promotori di un traffico illecito di cocaina e hashish che aveva ramificazioni internazionali.
L’uomo era destinatario di un provvedimento restrittivo di custodia cautelare in carcere, emesso dal Tribunale di Torino nell’ambito di un’indagine che ha portato complessivamente a sei indagati: quattro cittadini marocchini e due italiani. Cinque di loro erano già stati arrestati nei mesi scorsi dalla squadra mobile torinese; il soggetto fermato a Caselle rappresentava l’ultimo componente della banda ancora in libertà.
L’ordinanza e il sistema di importazione – L’inchiesta riguarda un traffico organizzato di sostanze stupefacenti, cocaina e hashish in particolare, introdotte in Italia attraverso spedizioni internazionali apparentemente lecite. I carichi viaggiavano affidati a vettori e corrieri ignari del reale contenuto dei colli, inseriti in un circuito che puntava a mascherare la natura illecita delle operazioni.
La latitanza e le ricerche all’estero – Dopo essere riuscito a sottrarsi all’arresto, l’uomo aveva fatto rientro in Marocco. Le ricerche, tuttavia, non si sono mai interrotte e sono state estese anche fuori dai confini nazionali, con l’attivazione dei canali di cooperazione internazionale di polizia. Quando è emersa la notizia del suo imminente ritorno in Italia, gli investigatori hanno predisposto il servizio di controllo.
Il fermo a Caselle – All’arrivo all’aeroporto “Sandro Pertini”, una volta sbarcato e concluse le verifiche necessarie, anche grazie alla collaborazione della polizia di frontiera, il latitante è stato arrestato. L’uomo è stato quindi associato al carcere Lorusso e Cutugno di Torino, dando esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare. IN ALTO IL VIDEO

