Casoria, muore a 16 anni dopo aver mangiato gelato: sequestrati campioni, disposta autopsia

di Redazione

Casoria (Napoli) – Una serata con gli amici, un gelato prima di rientrare a casa, poi il malore improvviso e la corsa disperata dei soccorsi. È morto così Adriano D’Orsi, 16 anni, studente del terzo anno dell’istituto nautico di Bagnoli, dove coltivava il sogno di diventare capitano di marina. Il ragazzo si è sentito male pochi minuti dopo aver mangiato un gelato in una gelateria che frequentava abitualmente, nella zona di via Bologna, traversa di viale Principe di Piemonte. Le cause del decesso saranno chiarite dall’autopsia, disposta dalla procura di Napoli Nord.

Il malore dopo il gelato – Secondo una prima ricostruzione, Adriano aveva trascorso la serata di sabato con un gruppo di amici. Poi, insieme a due coetanei, si era fermato nella gelateria dove avrebbe scelto i gusti che consumava di solito. Poco dopo aver mangiato il gelato, però, avrebbe avvertito una forte crisi respiratoria. I due amici lo hanno sorretto e accompagnato verso l’abitazione del padre, a poca distanza dal locale, mentre le sue condizioni precipitavano in pochi minuti.

I soccorsi e il decesso – Il padre, Mauro D’Orsi, 60 anni, è intervenuto subito tentando di prestare i primi soccorsi. Al ragazzo sarebbe stato somministrato cortisone, anche con l’aiuto di una vicina di casa, ma ogni tentativo si è rivelato inutile. Quando i sanitari del 118 sono arrivati in via Bologna, hanno provato più volte a rianimare il sedicenne, senza riuscire a salvarlo. Ai medici non è rimasto altro che constatarne il decesso. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale civile San Giuliano di Giugliano in Campania.
Le indagini dei carabinieri – Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Casoria, diretta dal capitano Valentina Bianchin, che hanno avviato i primi accertamenti sotto il coordinamento della procura di Napoli Nord. I militari hanno ascoltato i due amici che erano con Adriano e che, sotto choc, hanno raccontato di una serata trascorsa senza alcun segnale di malessere fino al momento in cui il ragazzo ha iniziato ad accusare i primi sintomi dopo aver mangiato il gelato.
Il sequestro dei campioni – Sulla base delle prime informazioni raccolte, anche dai familiari, i carabinieri hanno informato il pubblico ministero di turno. È stato disposto il sequestro di alcune vaschette contenenti i gusti scelti dal sedicenne, che saranno sottoposte ad analisi. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di una possibile contaminazione crociata all’interno della gelateria, ma sarà l’esame autoptico a stabilire se il decesso sia stato provocato da una reazione violenta dell’organismo o da altre cause.
Il nodo dell’allergia – I familiari hanno riferito che Adriano era allergico al lattosio, anche se alcuni esperti precisano che, più correttamente, esistono l’intolleranza al lattosio e l’allergia alle proteine del latte vaccino. Un aspetto che sarà centrale negli accertamenti medico-legali. Il ragazzo, secondo quanto emerso, era molto attento agli alimenti che consumava e avrebbe letto con scrupolo le etichette. Nella gelateria, che frequentava spesso, sarebbero stati a conoscenza della sua condizione e gli avrebbero preparato prodotti adatti alle sue esigenze.
La famiglia chiede chiarezza – I genitori vogliono sapere cosa sia accaduto in quei minuti decisivi. «Non si può morire così, è un dolore troppo grande», ha detto il padre. La madre, che vive in un’altra abitazione, ha aggiunto: «Voglio giustizia, voglio sapere cos’è successo. Sono distrutta». La famiglia si è affidata all’avvocato Francesco Petruzzi, legale già noto per seguire anche la famiglia del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo del “cuore bruciato” dal ghiaccio.
L’avvocato Petruzzi – «Aspettiamo i risultati dell’autopsia per avere il quadro preciso sulle cause che hanno determinato la morte di Adriano – ha detto al telefono l’avvocato Francesco Petruzzi –. Da quello che mi risulta, so che Adriano era allergico al lattosio, che era molto scrupoloso sugli alimenti tanto che leggeva tutte le etichette, e che quelli della gelateria sapevano della sua allergia. Un quadro ancora da decifrare e che l’autopsia potrà in parte chiarire».
Il cordoglio della città – La morte del sedicenne ha scosso Casoria, lasciando sotto choc amici, compagni di scuola, familiari e anche i titolari e i lavoranti della gelateria. Il sindaco Raffaele Bene ha espresso il cordoglio dell’amministrazione comunale e dell’intera città: «Alla sua famiglia, ai suoi amici, ai compagni di scuola e a tutte le persone che gli volevano bene va il mio abbraccio personale e quello dell’intera Casoria. Nessuna parola può davvero alleviare una sofferenza così grande ma è dovere di una comunità – spiega il primo cittadino – stringersi con rispetto, silenzio e umanità attorno a chi sta vivendo un momento tanto drammatico. Casoria oggi piange un suo figlio e lo fa con il cuore colmo di tristezza. Siamo vicini alla famiglia in ogni modo possibile e continueremo ad esserlo anche nei prossimi giorni».
Il primo cittadino ha affidato anche un messaggio ai social: «Ci sono notizie che una comunità non vorrebbe mai apprendere, soprattutto quando riguardano un ragazzo. La morte improvvisa di Adriano lascia un dolore enorme che attraversa l’intera città e colpisce profondamente ciascuno di noi».

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