Si è spento nelle prime ore del 20 marzo Chuck Norris, volto simbolo del cinema d’azione e protagonista di intere generazioni cresciute tra arti marziali e serie televisive. L’attore americano aveva 86 anni, compiuti lo scorso 10 marzo. A darne notizia è stata la famiglia, parlando di una scomparsa improvvisa avvenuta mentre era circondato dai suoi cari, senza ulteriori dettagli sulle circostanze del decesso.
Nelle ore precedenti, secondo quanto riportato dal sito Tmz, Norris era stato ricoverato per un’emergenza medica sull’isola di Kauai, alle Hawaii. Le stesse fonti avevano riferito che, dopo il ricovero, si trovava “di buon umore”. Solo pochi giorni prima aveva condiviso sui social immagini del suo allenamento di boxe per festeggiare il compleanno, accompagnate da un messaggio: “Io non invecchio. Io salgo di livello. Non c’è niente di meglio di un po’ di sano divertimento in una giornata di sole per sentirsi giovani. Sono grato per un altro anno, per la buona salute e per la possibilità di continuare a fare ciò che amo”.
Dalle arti marziali al mito globale – Nato il 10 marzo 1940 a Ryan, in Oklahoma, Chuck Norris aveva costruito la propria identità ben prima del successo cinematografico. Dopo un’infanzia difficile, segnata anche da episodi di bullismo, entra nella United States Air Force nel 1958 come poliziotto di sicurezza. È in Corea del Sud che scopre il Tang Soo Do, disciplina che segnerà il suo destino. Rientrato negli Stati Uniti, diventa uno dei più affermati praticanti di karate a livello internazionale, conquistando numerosi titoli tra gli anni Sessanta e Settanta e aprendo scuole di arti marziali frequentate anche da celebrità. Da quella esperienza nasce anche il Chun Kuk Do, stile ideato dallo stesso Norris, fondato su disciplina e rigore.
Il successo tra cinema e televisione – Il passaggio al grande schermo avviene grazie all’incontro con Steve McQueen e, soprattutto, con Bruce Lee. È proprio Lee a offrirgli un ruolo nel 1972 nel film L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente, consegnando al pubblico uno dei duelli più iconici della storia del cinema, ambientato al Colosseo. Da lì in avanti, Norris diventa protagonista assoluto del cinema d’azione degli anni Ottanta e Novanta, con titoli come Rombo di tuono, Missing in Action e The Delta Force. Il suo stile, fatto di fisicità, disciplina e un’immagine di giustiziere inflessibile, lo consacra come star internazionale. Nel 1993 arriva un’altra svolta con la serie televisiva Walker, Texas Ranger, in cui interpreta Cordell Walker, ranger texano impegnato nella lotta al crimine. La serie, incentrata su valori come giustizia, amicizia e senso morale, diventa un fenomeno globale e resta per anni tra le più replicate anche in Italia.
Tra autobiografie e fenomeno web – Parallelamente alla carriera artistica, Norris continua il suo percorso nelle arti marziali, ottenendo cinture nere in diverse discipline, tra cui Taekwondo, Karate, Hapkido e Jiu-Jitsu brasiliano. Nel 1988 pubblica l’autobiografia The Secret of Inner Strength, che diventa un best seller. Negli anni Duemila, la sua figura conosce una nuova popolarità grazie ai cosiddetti “Chuck Norris facts”, i celebri meme che lo trasformano in un eroe quasi sovrumano, capace di imprese impossibili. Un fenomeno virale che contribuisce a rafforzarne il mito anche tra le nuove generazioni.
Una leggenda senza tempo – Con la sua scomparsa se ne va una delle figure più riconoscibili della cultura pop americana, capace di attraversare epoche diverse mantenendo intatto il proprio carisma. Dalle arti marziali al grande schermo, fino all’immaginario digitale, Chuck Norris lascia un’eredità che va ben oltre il cinema d’azione.

