Cronaca

Badanti casertani uccisi in Sicilia, in corso processo a carico di Riccioli

di Redazione

Il gup del Tribunale di Siracusa ha ammesso le costituzioni di parte civile dei familiari dei due badanti casertani Alessandro Sabatino, 40 anni, di San Marcellino, e Luigi Cerreto, 23 anni, di San Marco Evangelista, i cui resti mortali furono ritrovati lo scorso febbraio, dopo 7 anni trascorsi dalla loro scomparsa, a Siracusa. Imputato del processo per omicidio è Giampiero Riccioli, 50 anni, il figlio dell’anziano che i due accudivano, accusato di duplice omicidio e occultamento di cadavere. – continua sotto – 

Nel corso dell’udienza, che si sta svolgendo nelle forme del rito abbreviato, il giudice per l’udienza preliminare ha ammesso la costituzione di parte civile dei familiari delle due vittime con gli avvocati Natalino Giannotti e Ciro Paolo Ascione (per i familiari di Cerreto), Vincenzo Guida e Sabrina Girotti (per i familiari di Sabatino). La difesa dell’imputato ha chiesto ed ottenuto che fosse nominato un perito per accertare la capacità di intendere e volere. Per tale ragione il giudice alla prossima udienza del 26 ottobre nominerà un perito per accertare la capacità di stare in giudizio da parte dell’unico imputato per il duplice delitto. Il pubblico ministero Cantone ha preannunciato la nomina di un perito della Procura.

Dei due badanti si persero le tracce il 12 maggio del 2014 ma il loro corpo venne rinvenuto solo il 18 febbraio 2021 nella villa di Riccioli, in contrada Tivoli, ad una decina di chilometri da Siracusa. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Alessandro e Luigi vennero legati con delle fascette, fatti inginocchiare e sparati in testa. Una vera e propria esecuzione. Dalle analisi sui resti ossei sarebbe emerso come i due non fossero stati drogati, quindi giustiziati in piena consapevolezza. Dopo il delitto vennero sepolti nel giardino della villa in un punto su cui venne realizzato un barbecue in muratura.

Dopo un tentativo di trovare lavoro in Svizzera, Alessandro e Luigi erano arrivati a Siracusa nell’aprile 2014, rispondendo proprio ad un annuncio di lavoro pubblicato da Riccioli, che cercava badanti per accudire il padre ottantenne nella villetta in contrada Tivoli. Poi, dopo un mese, scomparivano senza lasciar traccia. L’ultimo contatto con le famiglie risaliva all’11 maggio, quando entrambi avevano parlato al telefono con le rispettive mamme. Rivolgendosi anche alla trasmissione “Chi l’ha visto?” di Raitre, i familiari lanciarono un appello a chiunque potesse contribuire a dare informazioni utili al loro ritrovamento. A San Marcellino si tenne anche una fiaccolata di preghiera promossa dalla parrocchia. Durante le indagini è emerso che i due non si erano mai allontanati da Siracusa e che risultava la sussistenza di ragioni di contrasto con Giampiero Riccioli durante il periodo di permanenza nell’abitazione di suo padre. Contrasti legati al fatto che i due badanti avrebbero notato pesanti maltrattamenti a danno dell’anziano. Proprio questo potrebbe essere stato il movente dell’omicidio.

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