Società

Aversa, una casa di accoglienza per bambine in Africa nel nome di Bianca d’Aponte

di Antonio Arduino

Aversa (Caserta) – Il 22 al 23 ottobre, al Teatro Cimarosa di Aversa, si terrà la 17esima edizione del premio dedicato alla cantautrice aversana Bianca d’Aponte stroncata nel 2003, all’età di 22 anni, da un aneurisma. Dall’immenso dolore che colpì i genitori, il padre, Gaetano, fece nascere un’associazione Onlus per dare visibilità alle donne che, come la figlia, intendevano percorrere la strada della musica cantata e scritta. Ad oggi questo premio ha superato i confini nazionali proponendo una generazione di cantautrici nel nome di Bianca. – continua sotto – 

Ma l’attività della famiglia d’Aponte non si è limitata al premio dedicato alle cantautrici perché Giovanna, mamma di Bianca, ha fatto sua l’iniziativa dell’organizzazione di volontariato “G.M.A. Napoli”  (Gruppo Missione Alem) che opera in Africa a favore delle comunità in difficoltà, dedicandosi a tutto campo, anche economicamente, per realizzare in Africa, e più esattamente ad Hosaena, in Etiopia, un centro di 75mila abitanti situato nella Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud, una Casa di Accoglienza per bambine in difficoltà intitolata “Opera Bianca d’Aponte”, affinché esse possano vivere protette, solidali tra loro come in un’unica grande famiglia e soprattutto ricevere un’adeguata istruzione.

Un’opera sconosciuta a moltissimi cittadini aversani ma non da quelli che in qualche modo hanno contribuito economicamente alla raccolta fondi avviata da Giovanna d’Aponte per realizzare il progetto che è diventato realtà nei primi giorni di settembre quando alla presenza di Giovanna fu inaugurata la casa, ancora da completare nei dettagli interni. Tra i collaboratori, dal punto di vista economico, dell’iniziativa vogliamo ricordare gli aversani che fanno capo alla parrocchia di Santa Maria di Costantinopoli che ha “sposato” l’iniziativa proponendosi di raccogliere i 10mila euro necessari per realizzare all’interno della casa di accoglienza una “stanza di studio” che sarà dotata di tutti gli strumenti tecnologici necessari a fornire una corretta e completa istruzione alle ragazze che saranno ospiti della casa. Un obiettivo che sarà possibile realizzare solo con il sostegno economico dei cittadini aversani.

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