Aversa

Aversa, Casa Cimarosa abbandonata? L’assessore Melillo chiarisce

Aversa (Caserta) – Casa Cimarosa nell’abbandono e nel degrado tanto che ad oggi sembra una struttura destinata alla chiusura permanente, almeno è quanto si evince dalle ultime voci circolate. Per saperne di più abbiamo intervistato l’assessore alla Cultura, Luisa Melillo, per la quale “sono state scritte molte mistificazioni su Casa Cimarosa che non è nelle condizioni in cui è stata descritta”. “L’infiltrazione, tra l’altro recentissima, che si vede nelle foto apparse in questi giorni, – sottolinea l’assessore – secondo un sopralluogo effettuato il 9 febbraio dall’ufficio tecnico sarebbe dovuta a lavori che si stanno realizzando nella proprietà vicina. Naturalmente l’ufficio tecnico sta verificando con attenzione la questione”. – continua sotto – 

Circa l’abbandono in cui sarebbe attualmente Casa Cimarosa, l’assessore Melillo commenta: “Certamente è chiusa al pubblico a causa del Covid perché, per prudenza, non si possono effettuare iniziative e a questo proposito sia il sindaco che io riteniamo che la salute e la sicurezza dei cittadini venga prima di qualunque cosa. Comunque non è abbandonata anche se il custode comunale è stato trasferito presso la biblioteca per garantirne, insieme ad un collega, l’apertura al pubblico dal lunedì al giovedì fino alle ore 17 e il venerdì per mezza giornata. Quel custode periodicamente va a Casa Cimarosa per controllarla ma anche per arieggiarla”. – continua sotto – 

“Attualmente Casa Cimarosa – continua Melillo – è un edificio vuoto che, al momento, non è utilizzato per gli scopi che gli sono propri e che sono stabiliti da uno specifico regolamento fatto dal commissario prefettizio Lastella che ne prevede gli usi e ne consente addirittura il fitto con un canone di 200 euro al giorno per iniziative Onlus riguardanti attività artistiche, musicali e culturali”. “Quindi, – sottolinea l’assessore – non c’è stato alcun uso arbitrario nel 2019 che è l’unico periodo in cui si è potuta utilizzare Casa Cimarosa. In quel periodo abbiamo concesso il patrocinio morale soltanto per eventi realizzati da scuole, fra cui lo Jommelli, e per convegni di carattere culturale. Ne segue che ogni attacco fatto alla mia persona è gratuito e in cattiva fede. Il problema è proprio questo, la cattiva fede. Il problema non è inaugurare una struttura ma inaugurarla e mantenerla facendone un utilizzo serio”. – continua sotto – 

Come qualcuno ricorderà, a proposito di utilizzo di Casa Cimarosa, l’assessore aveva preannunciato che nel mese di giugno l’edificio dovrebbe ospitare il festival Jommelli Cimarosa “che – dice Melillo – è stato rinviato più volte dalla Regione per una serie di problemi come un ricorso al Tar da parte di alcuni comuni che si erano visti dimezzare la cifra originariamente assegnata per le loro iniziative. Poi c’è stata la problematica della pandemia. Cosa che chi critica dimentica non essere ancora risolta, tant’è che i Dpcm che si sono susseguiti, compreso l’ultimo, stabiliscono norme precise per le attività culturali in presenza. Chi critica probabilmente non si informa di quello che sta avvenendo in Italia in Europa e nel mondo. Dappertutto cultura e turismo sono le attività più penalizzate. Ci auguriamo che a giugno possiamo riprendere, effettuando almeno alcune attività all’interno del cortile di Casa Cimarosa, sempre ponendo attenzione alle norme relative al distanziamento e alla prevenzione dei contagi”. – continua sotto – 

“Circa il festival Jommelli Cimarosa – precisa l’assessore – abbiamo preparato con due direttori artistici di grande valore un programma che è stato rimodulato rispetto a quello precedente ma che comunque resta di grande spessore e di grande qualità. Alcuni eventi più importanti si terranno in presenza nelle chiese i cui responsabili hanno già dato il consenso fidandosi della qualità degli eventi che porteremo. Ora – conclude Melillo – stiamo inviando alla Regione il progetto rimodulato e dobbiamo aspettare che ci dicano se hanno nuove procedure da seguire, se sarà possibile farlo e quando dal momento che oggi quello che si dice un giorno può non essere più valido il giorno seguente”.

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