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Droga a domicilio e anche a bordo Taxi: 17 arresti a Catania

“Fatturava” fino a 10mila euro al giorno la piazza di spaccio nello storico rione San Cristoforo di Catania smantellata dai dai carabinieri del comando provinciale che ha eseguito 17 arresti (10 in carcere, 7 ai domiciliari) e sottoposto ad obbligo di dimora altre 5 persone. Nel corso dell’operazione, denominata “Concordia”, dal nome della strada teatro dell’attività di spaccio, i militari dell’Arma hanno disarticolato anche un altro gruppo specializzato nella vendita “a domicilio” di cocaina e crack che veniva consegnata su ordinazione utilizzando dei pusher motorizzati, tra cui due tassisti. – continua sotto – 

Un’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che si è conclusa in tempi brevi: l’informativa finale dei carabinieri è stata depositata a fine maggio del 2020 e la richiesta di misure cautelari è stata avanzata dalla Procura al giudice per le indagini preliminari già il mese successivo. – continua sotto – 

A gestire la piazza nella zona di via della Concordia era il 56enne Michele Balsamo, già agli arresti domiciliari, aiutato dal suocero Francesco Sapuppo, 76 anni, e dalla moglie Angela Sapuppo, 49 anni: in un video girato dai carabinieri si vede la donna con in braccio un bambino piccolo mentre aiuta il marito a raccogliere una busta contenente droga. Tra gli indagati anche due tassisti (Eugenio Farinella, 50 anni, e Agatino Carnazza, di 60) che rivendevano la cocaina ai clienti di un locale notturno. – continua sotto – 

L’altro gruppo, invece, era attivo nella zona della stazione ferroviaria e vendeva la droga soltanto con a domicilio, consegnando cocaina e crack a casa dei “clienti” o in posti con loro concordati. In questa circostanza le indagini si sono focalizzate sulla figura di Mario Grillo, già posto ai domiciliari, ritenuto l’ideatore e organizzatore dello spaccio su “ordinazione” tramite l’utilizzo di due corrieri che si muovevano con degli scooter e con al seguito solo piccoli quantitativi di droga richiesti dai clienti. Tra l’altro, dieci degli indagati sono risultati percettori di reddito di cittadinanza e, pertanto, segnalati all’Inps per la sospensione del beneficio.

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