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M5S, caso Venezuela: Procura Milano apre indagine. Al vaglio autenticità documento

La Procura di Milano sta iscrivendo in queste ore un fascicolo conoscitivo, senza ipotesi di reato né indagati al momento, sul caso del presunto finanziamento da 3,5 milioni di euro dal Venezuela al fondatore del Movimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio che, stando a quanto riportato dal quotidiano spagnolo Abc, risalirebbe al 2010. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, che si sta apprestando ad iscrivere il fascicolo nel registro della Procura.

Si dovranno effettuare approfondimenti in primo luogo sull’autenticità del documento venezuelano alla base dell’inchiesta giornalistica del quotidiano spagnolo. Due giorni fa il procuratore Francesco Greco, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se ci sarebbero state indagini sul caso, aveva risposto che ad una prima valutazione la vicenda “non sta in piedi” e che semmai “è tutto prescritto”. Un’eventuale ipotesi di finanziamento illecito, infatti, sarebbe caduta in prescrizione nel 2016. Gli inquirenti dovranno accertare anche se la vicenda sia stata o meno creata ad arte per danneggiare il M5S.

Secondo quanto riportato da Abc, che si è basato su un documento riferibile, a detta del quotidiano, ai servizi segreti venezuelani, dieci anni fa l’allora ministro degli Esteri Nicolas Maduro avrebbe fatto arrivare a Casaleggio (morto nel 2016) una valigetta con dentro 3,5 milioni al consolato venezuelano a Milano, usando come intermediario il console Giancarlo Di Martino. Quest’ultimo due giorni fa ha spiegato che “è una notizia già uscita nel 2016 ed è completamente falsa”, aggiungendo: “Non ho mai conosciuto Gianroberto Casaleggio”.

Alcuni dubbi sono già emersi sull’autenticità del documento citato dal quotidiano, in relazione a timbri ed intestazioni usate. E comunque anche su quest’aspetto dovranno effettuare verifiche gli inquirenti milanesi coordinati dall’aggiunto Romanelli, a capo del pool di contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione ed economico-societari. “Si tratta di un’informazione falsa e assurda, adiremo le vie legali”, aveva spiegato due giorni fa l’ambasciata del Venezuela a Roma.

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