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Ecuador, in migliaia in piazza contro licenziamenti e tagli del Governo

Studenti universitari, sindacati, pensionati, dipendenti statali, popoli originari: nonostante i divieti imposti per contenere la diffusione del Covid-19, sono migliaia le persone scese in piazza in varie località dell’Ecuador per protestare contro misure varate dal governo. Manifestazioni si sono tenute ieri nella capitale Quito, dove sono state registrate tensioni con la polizia, nella seconda città costiera Guayaquil ma anche nel capoluogo andino di Cuenca e in altre località. Ad accomunare le proteste soprattutto il rifiuto della cosidetta Ley humanitaria, voluta dall’esecutivo di Lenin Moreno per far fronte alla pandemia di Covid-19.

Tra le richieste dei dimostranti, la revoca del Decreto 1053, che riduce la giornata dei lavoratori nel settore pubblico, il reintegro dei dipendenti statali licenziati e lo stop ai tagli per l’istruzione pubblica. In piazza sono scese anche organizzazioni di rappresentanza dei popoli originari, come la Confederacion de Nacionalidades Indigenas del Ecuador (Conaie), che ha messo in guardia rispetto alla possibilità dell'”esplosione del conflitto sociale” a causa delle misure volute dal governo. Secondo Moreno, entrato domenica nel terzo anno del suo mandato, la congiuntura tra l’attuale crisi provocata dalla pandemia e il crollo del prezzo del petrolio potrà provocare un “buco” nelle finanze del Paese da 12 miliardi di dollari entro la fine del 2020. IN ALTO IL VIDEO

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