Aversa

Aversa, crisi in maggioranza: “Golia ha paura che facciamo 13”

Aversa (Caserta) – “Golia ha paura che facciamo 13”. Alcuni dei dissidenti parlano per illustrare la situazione e fanno ricorso all’ironia ricordando un gioco oramai in disarmo, ma che aveva rappresentato uno dei sogni degli italiani sino alla fine del secolo scorso, dove, appunto, vinceva chi indovinava i risultati dei 13 incontri in schedina. Una situazione che si sta evolvendo rapidamente e affermano: “Il sindaco ha avuto un lungo incontro con Giovanni Innocenti e Olga Diana (consiglieri comunali di opposizione, ndr). Ci dicono che l’accordo sia chiuso. Teme che riusciamo ad essere in 13”.

Insomma, con i due consiglieri comunali vicini al consigliere regionale Giovanni Zannini, e il disinteresse di un terzo, il navigato Peppe Stabile, sono ben 12 su 24 i consiglieri pronti a sfiduciarlo. Sei sono quelli di opposizione: Roberto Romano, Luigi Dello Vicario, Francesco Di Palma, Francesco Sagliocco, Gianluca Golia ed Alfonso Oliva ai quali si aggiungono altrettanti esponenti della maggioranza: Paolo Santulli, Francesco Forleo, Eugenia D’Angelo, Luisa Motti, Emma Dello Iacono e il presidente del consiglio comunale Carmine Palmiero. Incerto un settimo, il consigliere Pd Maurizio Danzi, mentre sembra essere stato recuperato del tutto Paolo Cesaro grazie alla nomina ad assessore di Francesca Sagliocco.

Nonostante la situazione, però, Golia si mostra sicuro di sé e minimizza quando gli viene chiesto se è vero che ha incontrato Innocenti e Diana: «E’ vero, i due consiglieri sono passati per il comune e ne hanno approfittato per salutarmi. Nulla più. Anche perché, considerato che i miei detrattori affermano che io sono un burattino, le trattative le fanno i burattinai e io non avrei mai potuto». Il primo cittadino normanno risponde anche alle critiche di quanti non hanno digerito la sua contrarietà ad essere sfiduciato a mezzo notaio, considerato che lui aveva fatto la stessa cosa proprio un anno fa nei confronti della precedente amministrazione. «Non c’è nulla di scandaloso nelle mie considerazioni. Chi sceglie di percorrere questa strada si assume una responsabilità politica. Non a caso io, poi, ci ho messo la faccia dando vita ad una coalizione con l’intento di portare a termine il cambiamento iniziato dal notaio».

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