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Corea del Nord, un altro missile sorvola il Giappone. Tokyo: “Basta provocazioni”

La Corea del Nord ha lanciato un nuovo missile che ha sorvolato il Giappone, passando sopra l’isola settentrionale di Hokkaido, proprio come il 29 agosto scorso. Il nuovo razzo, secondo Seoul e Washington, ha raggiunto un’altitudine di 770 chilometri, percorrendo 3.700 chilometri prima di inabissarsi nell’oceano Pacifico settentrionale, a circa 2.000 chilometri a Est di Erimo. Ciò significa che nel raggio di azione di questo ordigno c’era anche la base americana di Guam, distante 3.200 chilometri dalla costa nordcoreana.

La minaccia di Pyongyang era arrivata ieri, 14 settembre: “Vi affonderemo”, sono state le parole di Kim Jong-un. Il missile è partito dai dintorni di Pyongyang, forse proprio dall’aeroporto della capitale. Secondo le prime analisi tecniche, diffuse da fonti militari di Seul, l’ordigno potrebbe essere un Hwasong – 12, un missile balistico a raggio intermedio (Irbm) e non un Icbm, intercontinentale, come i due Hwasong – 14 lanciati il 4 ed il 29 luglio ed in grado di raggiungere l’Europa e gli Usa.

Il lancio di stanotte è il 15esimo test nordcoreano dall’inizio dell’anno. Lo scorso lunedì, 11 settembre, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu aveva approvato all’unanimità nuove sanzionicontro Pyongyang dopo l’ultimo test con una bomba all’idrogeno (effettuato domenica 3 settembre).

Una riunione di emergenza del Consiglio è stata convocata per oggi pomeriggio, 15 settembre. Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha detto che il Paese non potrà “mai tollerare” quelle che ha definito “pericolose azioni provocatorie che minacciano la pace nel mondo”. “Se la Corea del Nord continuerà su questa strada – ha aggiunto – non avrà un brillante futuro”.

Dall’altra parte dell’Oceano, gli Stati Uniti invitano la Cina e la Russia, principali partner commerciali di Pyongyang, a rispondere con “azioni dirette” al nuovo lancio. Il capo del Pentagono, James Mattis, ha risposto con un “no comment su quella che sarà la risposta statunitense”, mentre il segretario di Stato Rex Tillerson ha invitato “tutte le nazioni ad adottare nuove misure contro Pyongyang”.

Il presidente sud-coreano Moon Jae-in sembra fosse stato preavvertito con qualche ora di anticipo dell’imminente lancio e aveva dato l’ordine di reagire con due missili balistici. I due Hyunmoo-2 sarebbero partiti da una base di lancio vicino al confine con la Corea del Nord appena sei minuti dopo il lancio di Pyongyang e quindi mentre il missile nord-coreano era ancora in volo.

Successivamente Moon ha condannato con forza la “provocazione” nordcoreana e ha aggiunto che “in una situazione simile il dialogo è impossibile”. Moon ha poi assicurato che la Corea del Sud ha la capacità di difendersi. “Nel caso in cui la Corea del Nord intraprendesse provocazioni contro di noi o contro i nostri alleati – ha sottolineato – abbiamo il potere di distruggerla e di renderla incapace di riprendersi”.

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