Napoli – Si nascondeva nel suo stesso quartiere, continuando a muoversi nell’area dove il clan esercita storicamente la propria influenza. La latitanza di Ciro Grassia, ritenuto elemento apicale dei Rinaldi, si è conclusa questa mattina con l’arresto eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo di Napoli al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla direzione distrettuale antimafia.
L’uomo, classe 1963, era destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla procura generale presso la Corte d’Appello di Napoli per associazione a delinquere di stampo mafioso. Il provvedimento è stato eseguito dai militari dopo settimane di indagini che hanno consentito di individuare il nascondiglio del ricercato.
La latitanza iniziata nel giugno 2025 – Grassia si era reso irreperibile nel giugno del 2025. In occasione di un controllo effettuato presso la sua abitazione, infatti, i carabinieri non erano riusciti a rintracciarlo. Da quel momento aveva fatto perdere le proprie tracce, rimanendo latitante per mesi. Le attività investigative, sviluppate attraverso metodi tradizionali e strumenti tecnici più sofisticati, hanno permesso agli investigatori di localizzarlo proprio nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, nell’area orientale della città. Secondo quanto emerso dalle indagini, durante il periodo di irreperibilità avrebbe continuato a mantenere un ruolo di vertice all’interno dell’organizzazione criminale, esercitando «in modo indisturbato il controllo del territorio».
Il blitz dei carabinieri – L’operazione è scattata nelle prime ore della mattinata. Una volta individuato il luogo in cui si nascondeva, i carabinieri sono intervenuti bloccando il ricercato e conducendolo in carcere per l’espiazione della pena prevista dal provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria.
Il precedente arresto del 2019 – Non è la prima volta che Grassia viene catturato dopo un periodo trascorso alla macchia. Già nel 2019 era stato arrestato dai carabinieri della sezione catturandi di Napoli dopo mesi di ricerche. All’epoca, originario del quartiere Ponticelli, era latitante dal dicembre 2018 e destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla procura generale di Napoli: doveva scontare cinque anni di reclusione per estorsione aggravata dal metodo mafioso. La cattura maturò seguendo gli spostamenti della moglie. La donna, a bordo di un’auto presa a noleggio, partì da Napoli per raggiungerlo ad Acerra. I carabinieri la seguirono fino a un supermercato della zona, dove la coppia si incontrò per fare provviste che, secondo gli investigatori, Grassia avrebbe poi portato nel rifugio utilizzato durante la latitanza. I militari monitorarono i movimenti dei due e attesero il momento più sicuro per intervenire: poco dopo, all’uscita dal punto vendita, scattò il blitz e il ricercato venne arrestato insieme alla moglie.
Le indagini in corso – Le attività investigative proseguono per chiarire la rete di complicità che avrebbe consentito al presunto esponente del clan Rinaldi di sottrarsi alla cattura per mesi e continuare a mantenere rapporti con l’organizzazione criminale attiva nella zona orientale di Napoli, area segnata negli ultimi anni da tensioni e contrasti tra gruppi rivali per il controllo delle attività illecite.

