Morta in clinica nel 2004, i familiari di Giovanna Bifulco Accardi chiedono riapertura le indagini

di Redazione

A oltre vent’anni dalla morte di Giovanna Bifulco Accardi, la famiglia della 4oenne, deceduta il 3 febbraio 2004 in una clinica del Vesuviano, chiedono la riapertura delle indagini su quella che ritengono una vicenda di malasanità rimasta senza risposta. Secondo i familiari, la morte sarebbe stata provocata da una serie di omissioni e negligenze mediche che non avrebbero mai trovato un adeguato accertamento giudiziario. Una convinzione che negli anni si è trasformata anche in una denuncia di “malagiustizia”, con l’accusa che il caso si trascini da oltre due decenni senza verità definitive.

La richiesta di riapertura delle indagini – La nuova iniziativa giudiziaria è stata formalizzata nel 2025 dai familiari, assistiti dallo Studio Associati Maior, composto da avvocati e medici legali, che hanno presentato richiesta per riaprire il fascicolo sulla morte della donna. Secondo i legali, il decesso sarebbe avvenuto «a causa di una catena di omissioni e negligenze mediche».

Il convincimento della famiglia e dei professionisti che la assistono si basa anche su alcune relazioni tecniche. In particolare, nel comunicato diffuso dallo studio legale viene richiamata la consulenza di un tecnico nominato dal tribunale che, secondo quanto riportato, «ha confermato le gravi negligenze mediche, riconoscendo che “i mancati controlli dei sanitari hanno determinato il non riconoscimento della gravità del caso clinico”».

Le consulenze e l’archiviazione del procedimento – Dopo il decesso, la Procura avviò un procedimento penale nel quale vennero disposte consulenze tecniche. Dagli accertamenti emersero, secondo quanto riportato nella nota legale, «gravissime omissioni mediche», tra cui l’assenza di visite adeguate e la prescrizione di farmaci senza un corretto inquadramento clinico. Nonostante tali rilievi, l’inchiesta venne archiviata attribuendo la morte della donna a una «complicanza virale imprevedibile».

L’anniversario e la richiesta di verità – Nel febbraio 2026, in occasione del 22esimo anniversario della scomparsa, i familiari hanno rinnovato pubblicamente il ricordo di Giovanna e la richiesta di fare piena luce sulla vicenda. Per la famiglia, la morte della donna sarebbe stata il risultato di una serie di errori medici mai chiariti in modo definitivo. Oltre alla denuncia-querela, è stata avviata anche un’azione di sensibilizzazione istituzionale che – come si legge nella nota – punta a evitare che «tragedie simili non restino impunite».

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