Formia (Latina) – Dopo 52 anni il Giro d’Italia è tornato a colorare di rosa le strade di Formia con la partenza della settima tappa della 109esima edizione della corsa, la “Formia-Blockhaus”, frazione regina di questo avvio di Giro e anche la più lunga dell’edizione 2026 con i suoi 244 chilometri. Una giornata spettacolare, tra costa e Appennini, conclusa con il successo del grande favorito della vigilia, il danese Jonas Vingegaard, protagonista di un assolo deciso sulle rampe della cima abruzzese.
Il portacolori della Visma-Lease a Bike ha piazzato l’attacco decisivo a metà della salita finale, staccando progressivamente tutti i rivali. Alle sue spalle si è classificato l’austriaco Felix Gall, secondo a 13 secondi, mentre l’italiano Giulio Pellizzari, tra i più attesi dagli appassionati italiani, ha chiuso quarto dopo aver provato a reggere il ritmo del danese. Terza posizione per Jay Hindley, compagno di squadra di Pellizzari alla Bora. Sesto posto invece per Giulio Ciccone, arrivato con un ritardo di 1 minuto e 40 secondi. Nonostante il distacco di quasi tre minuti accusato oggi, il portoghese Afonso Eulalio conserva la maglia rosa grazie al vantaggio accumulato nelle prime tappe. Alle sue spalle resta lo spagnolo Igor Arrieta, seguito da Christian Scaroni.
Il tappone appenninico – Quella andata in scena oggi è stata una frazione durissima, definita dagli organizzatori il “Tappone” appenninico. La carovana rosa è partita da Formia attraversando la costa del Basso Lazio tra Sperlonga e Gaeta, prima di tornare nuovamente nella città laziale e dirigersi verso l’entroterra. Dopo Venafro, il percorso ha portato i corridori verso Rionero Sannitico e Castel di Sangro, affrontando il primo Gran Premio della Montagna a Roccaraso e successivamente il Passo di San Leonardo. Dopo la lunga discesa verso Roccamorice è iniziata la scalata finale al Blockhaus: 13 chilometri quasi interamente in salita, su strada stretta e ricca di tornanti. Per circa 10 chilometri la pendenza è rimasta stabilmente oltre il 9%, con punte fino al 14%. Un terreno ideale per gli uomini di classifica e soprattutto per Vingegaard, che ha fatto valere tutta la sua superiorità nelle grandi salite.
La lotta per la maglia rosa – La classifica generale resta comunque apertissima. Eulalio continua a guidare il Giro con un vantaggio importante, ma il successo del danese rilancia definitivamente le ambizioni della Visma-Lease a Bike. Cresce intanto anche l’attesa attorno a Pellizzari, che continua ad alimentare il sogno italiano in questa edizione della corsa rosa. La tappa di ieri era stata vinta da Davide Ballerini. Il Giro d’Italia 2026 si concluderà il 31 maggio a Roma con il tradizionale circuito finale ai Fori Imperiali. SOTTO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA (foto di Concetta Verde)











