Mondragone (Caserta) – Un clima di amarezza e di profonda preoccupazione accompagna le ultime vicende giudiziarie che coinvolgono il consigliere regionale Giovanni Zannini, ieri sottoposto a divieto di dimora in Campania, insieme a due imprenditori del litorale domizio (leggi qui). A intervenire è l’Ambc – Associazione Mondragone Bene Comune, che affida a una lunga nota la propria riflessione sull’inchiesta e sulle ricadute politiche e istituzionali per il territorio.
«La cronaca di queste ultime ore, che ci informa dell’esecuzione della misura cautelare di divieto di dimora in Campania nei confronti di un consigliere regionale e di due imprenditori del territorio, ritenuti a vario titolo – nella fase embrionale delle indagini preliminari – indiziati di “corruzione per l’esercizio della funzione”, “falsità materiale in concorso” e “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”, ci lascia tanta tristezza addosso e ci fa ripiombare con la mente ad altre vicende giudiziarie, che nel recente passato hanno interessato esponenti politici della nostra Città».
L’associazione richiama precedenti «misfatti politici», accompagnati – ricorda – «da qualche arresto e da un penoso corollario di processi (che hanno portato a condanne definitive) e pentimenti», parlando di una «sconcertante continuità» tra i protagonisti di ieri e quelli di oggi. Pur sottolineando con chiarezza che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva, l’Ambc evidenzia come «non avremmo più voluto assistere a vicende di questo tipo, che contribuiscono a minare la fiducia nelle istituzioni e a compromettere la credibilità della politica, allontanando sempre più i cittadini dalla sfera pubblica».
Il richiamo al passato e le accuse alla classe dirigente – L’associazione rivendica il proprio impegno sin dalla campagna elettorale 2016/2017: «L’Ambc, che è – come direbbe Vasco Rossi – “ancora qua”, ha cercato di scongiurare la deriva che ha portato a tutto ciò (vi ricordate il nostro “pifferaio tragico”? E il richiamo ad Abraham Lincoln: “Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre”?), ma tutto è risultato vano».
Seguono passaggi durissimi nei confronti di chi ha guidato le istituzioni negli ultimi anni: «Durante gli ultimi 2 lustri hanno agito compromettendo – come mai era successo prima – la democrazia (e i processi democratici) nei nostri territori, hanno operato per erodere tutti i valori dell’impegno civile e anche quel poco di capitale sociale che resisteva, hanno svilito ogni istituto di partecipazione, hanno ridotto alla nullità la funzione dei Consigli comunali, hanno sfregiato la fisionomia di tutti i soggetti politici (a destra come a sinistra) e hanno screditato la politica fino ad umiliarla».
L’associazione cita esplicitamente il dissesto del Comune di Mondragone, definendolo uno dei prezzi più alti pagati dalla comunità, insieme alle «devastanti inchieste giudiziarie in atto», ritenute la punta di una crisi «gravissima e profonda (forse soprattutto morale)». «Quello che ci è dato di vivere è il periodo più buio per Mondragone, addirittura più critico di quello che portò il Comune allo scioglimento per infiltrazioni mafiose», si legge ancora nella nota, che parla di un sistema di cattiva politica e clientelismo esteso «come un morbo all’intera provincia di Caserta».
La richiesta di un intervento istituzionale – L’Ambc torna quindi a chiedere un intervento della Prefettura e del Ministero dell’Interno «per accendere un faro sullo stato della democrazia in alcuni Comuni casertani, a partire da Mondragone e dallo scandalo dei Vigili urbani e del loro ex Comandante», interrogandosi sulla costituzione di parte civile dell’Amministrazione nel processo a carico dell’ex comandante della Polizia Locale.
La “buona notizia” e il richiamo alla Costituzione – L’associazione individua un elemento di speranza nelle parole pronunciate durante la conferenza stampa della Procura: «Per fortuna in tutta questa brutta storia una “buona notizia” c’è. Seguendo la diretta della conferenza stampa della Procura leggiamo con soddisfazione la frase: “Coraggioso il comportamento dei dirigenti che hanno detto no (…)”». Un passaggio che, secondo l’Ambc, «certifica che anche in queste “disgraziate terre” non tutti “hanno un prezzo”, che c’è ancora chi esercita le funzioni pubbliche con “disciplina e onore” (articolo 54 della Costituzione), che c’è ancora chi riesce ad avere la schiena dritta e a non inchinarsi davanti a nessuno e che anche qui e ora resiste comunque un argine di legalità». L’associazione conclude invitando a non «confondere il sintomo con la malattia».

