Napoli, 71 arresti tra i clan Mazzarella e Alleanza Secondigliano: c’è anche presunto killer di Emanuele Durante

di Redazione

Napoli – Tra le 71 misure cautelari eseguite all’alba spunta anche il nome del presunto secondo esecutore dell’omicidio di Emanuele Durante, il ventenne ucciso il 15 marzo 2025 in un agguato di camorra. Un delitto nato, secondo gli inquirenti, nella scia di sangue del conflitto tra gruppi rivali e ora ricondotto dentro un’indagine più ampia che colpisce i cartelli Mazzarella e Alleanza di Secondigliano.

In cella è finito Vincenzo Brandi, classe 1994, indicato come il terzo arrestato per l’omicidio di Durante, ritenuto responsabile della morte di Emanuele Tufano, il ragazzino colpito a morte il 24 ottobre 2024 durante uno scontro armato tra gruppi dei quartieri Sanità e piazza Mercato. Secondo la ricostruzione, Brandi avrebbe accompagnato in auto l’esecutore materiale del delitto avvenuto in via Santa Teresa degli Scalzi. Per lo stesso omicidio erano già stati individuati, con precedente ordinanza, il presunto mandante e un altro presunto esecutore materiale.

La maxi operazione – Le misure – quattro ordinanze in totale – sono state eseguite da carabinieri del Nucleo investigativo, Squadra Mobile e Guardia di finanza, sotto il coordinamento della direzione distrettuale antimafia. Gli indagati sono complessivamente 71: 8 riconducibili ai Mazzarella, 23 al gruppo Pirozzi-Savarese e 39 ai Contini. L’inchiesta riguarda le organizzazioni espressione dei due cartelli attivi tra città e provincia.

Le indagini hanno ricostruito l’attuale mappatura del controllo territoriale nelle aree di Forcella, Duchesca, Maddalena, Sanità, Vasto, Arenaccia, Borgo Sant’Antonio Abate, Poggioreale, rione Amicizia e San Giovanniello. Secondo l’impianto accusatorio, il dominio sui rioni sarebbe stato assicurato da una presenza stabile degli affiliati, dall’uso sistematico di armi da fuoco e da una capacità di risposta armata nei confronti dei gruppi rivali. Documentata anche la gestione delle estorsioni ai danni di commercianti, il controllo delle piazze di spaccio, la contabilità dei proventi destinati al pagamento degli “stipendi” agli associati e al sostegno dei detenuti e delle loro famiglie, oltre a strategie di difesa dalle attività investigative e rapporti di alleanza con altre consorterie criminali.

Sequestri e patrimoni – Contestualmente alle misure personali è stato disposto il sequestro preventivo di conti correnti, immobili e società con sedi anche in altre regioni. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati borse, gioielli, orologi di lusso, denaro contante, cambiali e champagne.

Gratteri: “Camorra al passo coi tempi” – “Sono state interessate le famiglie ‘storiche’ della camorra del clan Secondigliano e dei Mazzarella. Da questa operazione è emerso che i clan si rigenerano, con i figli, i nipoti che prendono il posto dei capi nel mentre sono al 41 bis e all’alta sicurezza”, ha spiegato il procuratore Nicola Gratteri, che ha parlato di “una camorra che sta al passo con i tempi, con la tecnologia, che è abbastanza avanti rispetto ad altre anche nell’utilizzo delle criptovalute e nell’utilizzo del dark web. Quindi una mafia contemporanea”.

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