Trump tra Iran, Cuba e Taiwan: “Colloqui decisivi e scelte imminenti”

di Redazione

Diplomazia, sanzioni e dossier militari si intrecciano nelle parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che dall’Air Force One ha tracciato le linee delle prossime mosse della Casa Bianca su Iran, Cuba e Taiwan, lasciando intravedere scenari delicati sul piano internazionale.

I colloqui con Teheran – “I colloqui di domani con l’Iran sono molto importanti. L’Iran vuole un accordo. Spero che agisca in modo ragionevole. Non credo che voglia affrontare le conseguenze del mancato raggiungimento di un accordo”, ha affermato il presidente parlando con i giornalisti a bordo dell’aereo presidenziale. La notizia è stata rilanciata dai media statunitensi. Il capo della Casa Bianca ha inoltre precisato: “Parteciperò indirettamente a quei colloqui, che saranno molto importanti, e vedremo cosa succederà”, riferendosi al vertice sul dossier nucleare in programma martedì 17 febbraio a Ginevra.

La crisi cubana – Sul fronte caraibico, Trump ha definito Cuba “una nazione fallita”, pur confermando che Washington resta in contatto con l’Avana mentre l’isola affronta una grave crisi energetica legata al blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti. “Cuba in questo momento è una nazione fallita, e non hanno nemmeno carburante per aerei per far decollare i voli. Stanno intasando le piste”, ha dichiarato. Il presidente ha aggiunto che anche il segretario di Stato, Marco Rubio, segue personalmente il confronto con le autorità cubane e che l’Avana “dovrebbe assolutamente fare un accordo perché la situazione è una minaccia umanitaria”. Le sanzioni sul petrolio stanno incidendo su trasporti, turismo e servizi sanitari, mentre diverse compagnie aeree hanno sospeso i collegamenti con l’isola.

Il dossier Taiwan – Non meno sensibile il capitolo asiatico. Trump ha spiegato che il presidente cinese, Xi Jinping, lo avrebbe avvertito di non procedere con nuove forniture militari a Taiwan. “Ne sto parlando con lui. Abbiamo avuto una buona conversazione e prenderemo una decisione molto presto”, ha detto, sottolineando di avere un “buon rapporto” con il leader cinese. Durante una telefonata del 4 febbraio, Xi avrebbe chiesto “rispetto reciproco” nelle relazioni bilaterali, mettendo in guardia Washington dalle vendite di armi all’isola. I due leader dovrebbero incontrarsi a Pechino nel mese di aprile.

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