Quella che doveva essere una cura di routine si è trasformata in un incubo, lasciando segni permanenti sul corpo e sulla psiche. Una donna di 65 anni, originaria di Genova, si è ritrovata con undici denti estratti senza una reale necessità, dando avvio a un lungo periodo di sofferenza, depressione e cure psicologiche. Ora, dopo la denuncia e il processo, è arrivata la sentenza del Tribunale di Torino.
La vicenda risale al 2022, quando la donna aveva individuato su Facebook uno studio odontoiatrico torinese, convinta di rivolgersi a professionisti affidabili. Le era stato proposto un intervento unico, definito come “una bonifica dentaria totale”, al costo di 8.500 euro, con un acconto di 3mila euro. Una soluzione presentata come risolutiva rispetto a cure che, a Genova, le erano state prospettate a cifre ben più alte.
Dopo l’intervento, però, la situazione è precipitata. I dolori sono diventati insopportabili. “Non riuscivo a parlare, mangiare né dormire – ha raccontato la donna davanti alla giudice – Sono andata all’ospedale. Ho lavorato a lungo come infermiera, sentivo che c’era qualcosa che non andava”. Il sospetto si è trasformato in certezza dopo un controllo effettuato tramite un amico dentista: l’intervento non era giustificato e i danni erano gravi. Da lì, due nuove operazioni per cercare di rimediare alle conseguenze. In aula la 65enne ha spiegato di continuare a stare male, fisicamente e psicologicamente: “La mia bocca è cambiata”, ha detto, precisando di essere seguita da uno psicologo. “Mi hanno rovinato la vita”.
Il Tribunale di Torino ha riconosciuto le responsabilità all’interno dello studio. Il titolare, imputato per lesioni, truffa ed esercizio abusivo della professione, è stato condannato a un anno e cinque mesi di reclusione. Una posizione che potrebbe aggravarsi ulteriormente: durante il processo, infatti, gli investigatori hanno accertato che l’uomo avrebbe continuato a lavorare regolarmente, arrivando in un’udienza a spiegare alle forze dell’ordine di dover andare via in anticipo per rientrare in studio. Per il secondo imputato, chiamato a rispondere solo del reato di lesioni, la condanna è stata di tre mesi di carcere.

