Crans-Montana, verso inchiesta congiunta Italia-Svizzera: c’è un quarto indagato

di Redazione

Per ora l’unica data certa è quella di metà febbraio, quando i magistrati della Procura di Roma incontreranno i colleghi della Procura di Sion. Sul tavolo del vertice, la documentazione da poter condividere nell’ambito della rogatoria avanzata dall’Italia alla Svizzera per la strage di Crans-Montana. Dopo un primo via libera delle autorità elvetiche alla collaborazione, restano ancora da definire tempi e modalità operative di una partnership giudiziaria che si annuncia complessa.

Investigatori pronti a partire – In attesa dell’ok definitivo da Berna, la Procura di Roma sarebbe già pronta a inviare un team di investigatori, una decina di persone, che potrebbero partire subito dopo il primo incontro tra magistrati italiani e svizzeri. L’obiettivo è la creazione di squadre investigative comuni con tutti i Paesi che hanno avuto vittime nel rogo di Capodanno. Al momento restano congelati sia la partenza degli investigatori sia il rientro in Svizzera dell’ambasciatore italiano Cornado, in attesa del via libera elvetico.

Sopralluoghi e nuove audizioni – In caso di luce verde, l’attività degli inquirenti italiani sarebbe a tutto campo. Secondo quanto emerso, gli investigatori potrebbero ottenere l’autorizzazione a effettuare sopralluoghi all’interno della discoteca Le Constellation, dove la notte di Capodanno hanno perso la vita 40 persone, tra cui sei italiani. Prevista anche l’acquisizione di copia degli atti del fascicolo aperto dalla Procura di Sion e la possibilità di nuove audizioni di testimoni, compresi soggetti mai ascoltati finora.

Il quarto indagato – Tra i prossimi passi della giustizia italiana potrebbe esserci l’iscrizione di Jacques Moretti e della moglie Jessica Maric nel registro degli indagati per disastro e omicidio colposo plurimo. Intanto, l’inchiesta svizzera registra un quarto indagato: Christophe Balet, attuale responsabile comunale per la sicurezza pubblica. Si aggiunge ai coniugi Moretti, proprietari del locale, e all’ex funzionario comunale Ken Jacquemond. Secondo i media francofoni, Balet sarà interrogato dalla Procura di Sion venerdì 6 febbraio.

Il nodo dei controlli mancati – Balet è il funzionario che, due giorni dopo la tragedia, ha trasmesso agli investigatori la documentazione urbanistica e amministrativa relativa al Le Constellation. Jacquemond, oggi in servizio al Comune di Val d’Illiez, sarà sentito il 9 febbraio, mentre i coniugi Moretti sono stati riconvocati a Sion per il 10 e l’11 febbraio. Al centro degli interrogatori, i controlli comunali mai effettuati dal 2020 a oggi nel discobar. Gli inquirenti si chiedono come sia possibile che il servizio tecnico comunale non abbia svolto alcuna ispezione nel locale per anni, nonostante la rigidità dimostrata in altri contesti, come il sigillo imposto ai caminetti di tutti e 13 gli appartamenti dello stabile che ospita il locale. Ispezioni che avrebbero potuto far emergere irregolarità poi risultate fatali: uscite di sicurezza insufficienti o bloccate e materiale fonoassorbente non ignifugo sul soffitto.

Le ombre finanziarie – Sullo sfondo dell’inchiesta emergono anche aspetti economici. Secondo quanto rivelato dal settimanale francese Le Canard enchaîné, Jacques Moretti percepirebbe una pensione di invalidità in Francia pari a 6.873 euro annui e un indennizzo dalla compagnia Generali di 31.241 euro, sempre su base annuale. Non solo: dopo aver concesso somme per finanziare investimenti immobiliari di Moretti, il Credit Lyonnais sospetta «la presenza di falsi documenti nel dossier finanziario» e chiede «il rimborso integrale e immediato» dei finanziamenti, ora bloccati. Il settimanale, forte di una sentenza del tribunale di Ajaccio del 2022, ricostruisce l’iter dei prestiti ottenuti da Moretti, inclusi mutui concessi in Svizzera per oltre 5 milioni di euro per una casa e tre locali, senza che fossero considerati i suoi precedenti in Francia per sfruttamento della prostituzione e frode.

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