Aversa, igiene urbana: i lavori Tekra in piazza al grido “Il lavoro non si appalta, si tutela”

di Redazione

Aversa (Caserta) – Il presidio non è stato un gesto simbolico, ma una richiesta netta di risposte. Il 22 gennaio scorso, le lavoratrici e i lavoratori dell’appalto di igiene ambientale gestito da Tekra hanno promosso una mobilitazione in piazza, davanti al Comune di Aversa, per chiedere certezze sulle proprie condizioni di lavoro e sulla continuità occupazionale. L’iniziativa è stata organizzata dalle organizzazioni sindacali Flaica Cub e Usb, in un contesto che da tempo alimenta preoccupazioni e incertezza tra chi garantisce quotidianamente un servizio pubblico essenziale.

Le ragioni della mobilitazione – Alla base del presidio vi è l’esigenza di interrompere una situazione di precarietà che incide direttamente sulla vita lavorativa e personale degli addetti. Le rivendicazioni riguardano l’organizzazione del lavoro, il pieno rispetto delle condizioni contrattuali e la stabilità occupazionale, aspetti che – secondo i sindacati – non possono essere subordinati a scelte gestionali opache o a logiche esclusivamente economiche. La protesta è stata definita una presa di posizione collettiva, consapevole e responsabile, contro decisioni calate dall’alto che finiscono per gravare su salario, diritti e dignità delle persone.

Il nodo degli appalti – Ancora una volta, secondo le organizzazioni sindacali, emergono le criticità strutturali del sistema degli appalti. Inefficienze organizzative e gestionali continuerebbero a essere scaricate sui lavoratori, mentre il servizio di igiene ambientale viene garantito esclusivamente grazie al loro impegno quotidiano. Un meccanismo che viene giudicato inaccettabile, perché il lavoro non può essere trattato come una variabile sacrificabile.

La posizione della Flaica Cub – A intervenire è Raffaele Docimo, segretario provinciale Flaica Cub Caserta, che sottolinea come la vertenza vada oltre il singolo appalto: “Questa vertenza non riguarda solo un’azienda o un singolo appalto, ma chiama in causa il ruolo politico del Comune e le sue responsabilità verso chi lavora. L’igiene ambientale è un servizio pubblico e tale deve restare anche nelle tutele. Non è accettabile che l’incertezza venga scaricata sulle lavoratrici e sui lavoratori, mentre le istituzioni restano in una posizione di attesa”.

Il sindacato ribadisce che il Comune, in qualità di soggetto pubblico e committente del servizio, non può sottrarsi alle proprie responsabilità. Viene chiesto l’avvio immediato di un confronto serio che metta al centro il lavoro, la dignità e i diritti di chi opera nell’igiene ambientale, superando quella che viene definita la logica dello scaricabarile tra azienda e istituzioni. Tra le richieste emerse con chiarezza durante il presidio figurano certezze sul futuro occupazionale, rispetto pieno delle condizioni di lavoro e del contratto, trasparenza nell’organizzazione del servizio e tutela della dignità e della sicurezza.

Il segnale politico – La mobilitazione del 22 gennaio davanti al Comune di Aversa viene letta come un segnale politico chiaro: le lavoratrici e i lavoratori non intendono più accettare silenzi o rinvii. La Flaica Cub annuncia che continuerà a sostenere la vertenza e ogni iniziativa ritenuta necessaria affinché vengano garantiti diritti, tutele e rispetto. “Il lavoro non si appalta. Si tutela”.

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