Napoli – La sanità digitale come leva di governo dei sistemi di cura e come investimento capace di generare ritorni non solo clinici, ma anche sociali ed economici. È stato questo il filo conduttore dell’incontro promosso dalla Fondazione Triassi alla Facoltà di Biotecnologie dell’Università “Federico II” di Napoli, in collaborazione con il Centro Interdipartimentale di Ricerca in management sanitario e Innovazioni in Sanità (Cirmis) e con il Master di II Livello in Management sanitario dell’Ateneo partenopeo.
Ad aprire i lavori i saluti istituzionali del Pasquale Arpaia, professore ordinario di misure elettroniche presso la facoltà di Ingegneria della Federico II. Al centro del dibattito, gli interventi della Maria Triassi, docente ordinario di Igiene, e di Antonio Salvatore, membro del gruppo di esperti in innovazione digitale in sanità del Ministero della Salute, che hanno illustrato i principali strumenti della sanità digitale: dalla ricetta elettronica alla cartella clinica digitale, dal Fascicolo sanitario elettronico alla telemedicina, fino all’intelligenza artificiale, alle terapie digitali e alla robotica avanzata.
“Strumenti – ha spiegato Triassi – che rappresentano oggi uno dei principali fattori di rafforzamento della capacità, dell’efficacia e della resilienza dei sistemi sanitari. La pandemia ha evidenziato in modo inequivocabile la duplice natura del sistema sanitario: da un lato bene essenziale per la tutela della vita, dell’equità e della coesione sociale, dall’altro un settore caratterizzato da rilevanti impatti economici, sociali e ambientali”. In questo scenario, la trasformazione digitale consente un utilizzo più efficiente delle risorse umane, finanziarie e ambientali, configurandosi come uno dei pilastri dello sviluppo sostenibile. “Tuttavia, il valore delle tecnologie sanitarie non può essere valutato esclusivamente in termini clinici”, ha aggiunto la docente.
Sul punto è intervenuto anche Salvatore: “È necessario misurare in modo rigoroso le ricadute complessive, sociali, economiche e ambientali, generate dagli investimenti, soprattutto in una fase caratterizzata da un crescente fabbisogno assistenziale legato all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle patologie croniche”.
Nel corso dell’incontro, Triassi e Salvatore hanno infine presentato modelli, anche di tipo sperimentale, per la determinazione del valore delle soluzioni digitali lungo l’intero ciclo di vita, a supporto di processi decisionali orientati a garantire equità, efficienza e qualità dei sistemi sanitari. Un approccio che mira a superare la sola valutazione clinica, collocando la sanità digitale all’interno di una visione integrata di sviluppo e sostenibilità. IN ALTO IL VIDEO

