Un blitz studiato nei dettagli, consumato all’interno di una villa affacciata su Posillipo e ricostruito quindici mesi dopo dagli investigatori. È questo lo scenario che ha portato all’arresto di cinque persone, destinatarie di misure cautelari emesse su richiesta della Procura di Napoli, per una rapina pluriaggravata e un sequestro di persona aggravato ai danni di un noto imprenditore napoletano. I provvedimenti hanno disposto due custodie cautelari in carcere, due arresti domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tutti gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati di aver agito in concorso tra loro.
Il colpo del 5 novembre 2024 – I fatti risalgono al 5 novembre 2024, quando due uomini armati di pistola si introdussero all’interno dell’abitazione di via Posillipo. Una volta dentro, presero in ostaggio un addetto alla vigilanza e una donna di servizio. Entrambi vennero immobilizzati con fascette ai polsi e alle caviglie, mentre la casa veniva rovistata in cerca di oggetti di valore. Nel corso dell’azione, i rapinatori si impossessarono di numerosi orologi, per un valore complessivo stimato in circa 500mila euro, dandosi poi alla fuga. Per allontanarsi dal luogo del fatto furono utilizzati veicoli rubati.
Sentinelle e talpa interna – Le indagini successive hanno consentito di delineare un quadro più ampio rispetto ai soli esecutori materiali. Oltre ai due rapinatori armati, gli investigatori hanno ricostruito la presenza di altri tre soggetti coinvolti nel colpo: due con il ruolo di sentinella e una con il compito di facilitare l’accesso alla villa. Quest’ultima, una collaboratrice domestica dipendente della famiglia, avrebbe agito come talpa, garantendo alla banda l’ingresso nell’abitazione. La donna, inizialmente ritenuta vittima, è considerata dagli inquirenti parte attiva dell’organizzazione e destinataria dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
La ricostruzione degli investigatori – La dinamica della rapina e del sequestro di persona è stata ricostruita dagli uomini della Squadra Mobile, che hanno raccolto gravi indizi a carico dei cinque indagati. Secondo quanto emerso, l’azione fu rapida e violenta: le vittime rimasero legate per ore, mentre l’abitazione veniva messa a soqquadro. Il bersaglio del colpo era un imprenditore napoletano, di origini casertane, attivo anche nel settore della ricezione alberghiera, ritenuto in possesso di beni di elevato valore.
Gli arresti quindici mesi dopo – A distanza di quindici mesi dai fatti, sono scattate le misure cautelari: due indagati sono finiti in cella, due ai domiciliari e uno sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La refurtiva, composta da orologi e altri oggetti di valore, non è stata ancora recuperata.

