A pochi metri dalla linea di costa, nascosti alla vista ma non ai controlli, rifiuti speciali e materiali pericolosi erano stati accumulati direttamente sul suolo di una cava operativa. È quanto hanno scoperto i Finanzieri della Sezione Operativa Navale di Marina di Ravenna nel corso di una mirata attività ispettiva che, nelle scorse settimane, ha portato al sequestro di un’ampia area e di numerosi materiali abbandonati.
I controlli hanno interessato una cava destinata all’estrazione, allo stoccaggio e al trattamento di materiali inerti, situata immediatamente a ridosso della fascia costiera tra le frazioni di Punta Marina e Lido Adriano, nel territorio comunale di Ravenna. All’interno dell’area di pertinenza dello stabilimento i militari hanno rinvenuto rifiuti speciali, anche pericolosi, depositati in maniera incontrollata direttamente sul terreno.
Il sequestro e i materiali rinvenuti – Durante l’ispezione sono stati individuati rottami metallici, oli esausti, veicoli e parti di mezzi speciali in evidente stato di abbandono. Tra i beni sequestrati anche un natante completo di motore fuoribordo e carrello. Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro per impedire ulteriori rischi per l’ambiente e per l’area costiera.
Le indagini della Procura e gli accertamenti ambientali – Le successive attività investigative, svolte sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Ravenna, che ha convalidato il sequestro e disposto ulteriori approfondimenti, sono state condotte con il supporto del personale dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente dell’Emilia Romagna. Gli accertamenti hanno l’obiettivo di quantificare e caratterizzare con precisione i rifiuti rinvenuti, valutandone la pericolosità e l’impatto ambientale.
Verifiche fiscali e ruolo della Guardia di finanza – Con il nulla osta dell’autorità giudiziaria, le verifiche proseguiranno anche sotto il profilo tributario, per accertare eventuali illeciti legati all’omesso pagamento del tributo speciale per il deposito in discarica, la cosiddetta Ecotassa. L’operazione si inserisce nel più ampio quadro delle attività di prevenzione e contrasto degli illeciti ambientali affidate alla Guardia di finanza, che opera sia a terra sia in ambiente marino, con competenza specifica nel contrasto delle condotte finalizzate a sottrarsi agli obblighi giuridici, fiscali e tributari.

