Un “regalo” di buon anno tutt’altro che gradito per decine di migliaia di famiglie dell’Irpinia e del Sannio. Così commenta sarcasticamente Federconsumatori Campania l’aumento, deliberato dopo il rinvio dello scorso agosto, della tariffa idrica per tutti gli utenti serviti da Alto Calore S.p.A. da parte dell’Ente Idrico Campano. Una scelta che influirà negativamente per gli utenti di 95 Comuni della provincia di Avellino e 36 Comuni della provincia di Benevento.
L’incremento approvato prevede un aumento pari al 9,95% per ciascuno degli anni dal 2024 al 2027. Tradotto in termini concreti, nel 2027 il costo dell’acqua subirà un rincaro complessivo del 46% rispetto a quanto oggi pagato dagli utenti. Ma l’impatto più pesante arriverà già nel breve periodo. Nelle prime bollette del 2026 sarà applicato un aumento superiore al 30%, comprensivo anche del recupero retroattivo degli incrementi deliberati per il 2024 e il 2025, anni per i quali il servizio è già stato pagato dai cittadini alle tariffe precedenti.
La decisione è stata assunta dall’Ente Idrico Campano su proposta del Consiglio di Distretto Irpino, formulata il 7 agosto 2025, organismo composto – come previsto dalla normativa regionale – dai rappresentanti eletti dai sindaci dei Comuni serviti da Alto Calore. Sul piano economico, l’effetto è chiaro: il costo annuo complessivo del servizio idrico, che graverà in modo strutturale e permanente sugli utenti, passerà da circa 47 milioni di euro a oltre 60 milioni di euro.
“Questo aumento – spiega Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania – non è finalizzato a migliorare il servizio o a realizzare investimenti sulla rete, ma serve principalmente a ripianare debiti e costi di gestione accumulati negli anni. Dalla stessa rendicontazione dell’Ente Idrico emerge chiaramente la mancata realizzazione degli investimenti previsti nel periodo 2020–2023, in particolare quelli finanziati da contributi pubblici che avrebbero dovuto raggiungere i 20 milioni di euro”. Una situazione che appare ancora più grave se confrontata con le condizioni reali del servizio. “Molti Comuni serviti da Alto Calore continuano a subire interruzioni frequenti dell’erogazione dell’acqua, dovute allo stato manutentivo critico delle reti. È un errore gravissimo utilizzare risorse per coprire esclusivamente costi di gestione senza intervenire sulle infrastrutture. La sensazione diffusa è che, ancora una volta, gli utenti paghino per un servizio che nella sostanza non c’è”, conclude Berritto.
Sulla vicenda intervengono anche Antonio Barletta e Michele Casarano, referenti di Federconsumatori Benevento e Avellino: “Riteniamo indispensabile l’attivazione immediata dei controlli previsti dalla legge da parte di Arera, che in passato ha già sanzionato Alto Calore e che, ad oggi, non ha mai formalmente approvato le delibere tariffarie della società”.
Federconsumatori annuncia, inoltre, iniziative concrete a tutela dei cittadini: “Promuoveremo un’azione collettiva per sollecitare l’intervento di Arera, segnalando le illegittimità riscontrate, a partire dalla mancata verifica dei costi scaricati sugli utenti. Allo stesso modo – aggiungono – ci attiveremo per bloccare l’applicazione retroattiva degli aumenti relativi agli anni 2024 e 2025, richiesti oggi per un servizio già pagato”. “Invitiamo tutti i consumatori interessati – concludono – a rivolgersi agli sportelli Federconsumatori presenti sul territorio per ricevere informazioni e partecipare alle azioni di tutela che metteremo in campo”.

