Aversa, addio al senatore Ferdinando Russo: il ricordo di Pasquale Giuliano

di Redazione

Aversa (Caserta) – Ieri si è spento, all’età di 90 anni, Ferdinando Russo, già magistrato e senatore della Repubblica. Nato ad Aversa il 23 maggio 1935, era considerato un punto di riferimento per autorevolezza giuridica e qualità umane, stimate ben oltre i confini della sua città.

A tratteggiarne la figura, con commozione, è l’amico e collega Pasquale Giuliano, anch’egli già magistrato e senatore. “Rivolgo un addio commosso a un amico, magistrato, senatore e giurista, uomo saggio e riservato. La sua è stata una vita segnata da un profondo senso delle istituzioni, da rigore morale e da una discrezione che ne hanno sempre accompagnato l’agire pubblico”, afferma l’ex parlamentare aversano, sottolineando come Russo “nella sua vita pubblica ha servito lo Stato con senso del dovere e profonda responsabilità; in quella privata ha custodito con discrezione i suoi affetti e i suoi pensieri”.

Il ricordo si fa personale quando Giuliano aggiunge: “Mi mancheranno le lunghe e intense conversazioni che abbiamo condiviso, soprattutto negli ultimi tempi, quando amava fermarsi a riflettere sul cammino percorso, sul significato delle scelte compiute, sul tempo che restava”. Poi un passaggio intimo, legato al dolore che lo aveva accompagnato negli ultimi anni: “Da alcuni anni portava con sé il vuoto lasciato dalla perdita della sua amatissima moglie, una ferita composta, mai esibita, che aveva reso ancora più intenso il suo sguardo sulle cose essenziali della vita”.

E sul congedo, raccontato con sobrietà: “Con lucida consapevolezza sentiva avvicinarsi il termine della sua avventura terrena e ne parlava con serenità sobria, quasi volesse affidare a chi gli era vicino un ultimo, silenzioso insegnamento”. “In quelle parole, mai enfatiche, c’era la misura di un uomo che aveva molto vissuto e molto pensato, senza mai rinunciare all’equilibrio, al rispetto, alla profondità del giudizio. – prosegue Giuliano – Di lui resteranno l’esempio di uno stile, prima ancora che di un ruolo, e il valore di un’amicizia autentica, preziosa, fatta di ascolto, di riflessione e di reciproca stima”. “A lui – conclude – va oggi il mio saluto riconoscente e affettuoso, nella consapevolezza che il suo insegnamento umano e civile continuerà a parlare a chi lo ha conosciuto e stimato. Ai suoi tre figli le mie più sentite condoglianze”.

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