Merz scuote l’Europa: “L’ordine del dopoguerra non esiste più. Serve deterrenza nucleare europea”

di Redazione

“L’Europa è tornata da una vacanza dalla storia”. Con questa immagine, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha aperto il suo intervento alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, in corso fino al 15 febbraio, tracciando uno scenario netto: l’architettura internazionale nata nel secondo dopoguerra non regge più e l’Europa deve prepararsi a una nuova fase di competizione tra grandi potenze. “Temo che dobbiamo dirlo in termini ancora più chiari: quest’ordine, per quanto imperfetto fosse anche nei suoi momenti migliori, non esiste più”, ha affermato il cancelliere, descrivendo un clima segnato da tensioni crescenti e conflitti diffusi.

Il dossier nucleare europeo – Tra i passaggi più significativi, Merz ha rivelato di aver avviato colloqui confidenziali con il presidente francese Emmanuel Macron sulla deterrenza nucleare europea. L’ipotesi è che la Francia, unico Paese dell’Unione insieme al Regno Unito a possedere l’arma atomica, possa estendere il proprio ombrello nucleare all’intero continente, in una fase in cui gli Stati Uniti sembrano progressivamente ridurre il loro impegno diretto nella difesa europea.

Il divario con Washington – “Lasciatemi iniziare con la scomoda verità: tra l’Europa e gli Usa si è aperto un divario. Il vicepresidente J.D. Vance lo ha detto molto apertamente un anno fa qui a Monaco. Aveva ragione. La lotta culturale del movimento Maga non è la nostra”. Merz ha rimarcato differenze profonde su libertà di espressione, protezionismo e multilateralismo: “La libertà di parola da noi finisce quando questa si rivolge contro la dignità umana e la Costituzione. Noi non crediamo nei dazi doganali e nel protezionismo, ma nel libero scambio. Restiamo fedeli agli accordi sul clima e all’Oms perché convinti che solo insieme potremo risolvere le sfide globali”.

La Nato e la fiducia transatlantica – Il cancelliere ha poi lanciato un appello alla ricostruzione della fiducia tra alleati: “Ripariamo e ravviviamo insieme la fiducia transatlantica. L’Europa sta facendo la sua parte”. E ancora: “Da tre generazioni, la fiducia tra alleati, partner e amici ha reso la Nato l’alleanza più forte di tutti i tempi. Nell’era della rivalità tra grandi potenze, nemmeno gli Stati Uniti saranno abbastanza potenti da poter agire da soli”. “Far parte della Nato non significa solo vantaggio competitivo dell’Europa. È anche il vantaggio competitivo degli Stati Uniti. Le autocrazie possono avere seguaci; le democrazie hanno partner e alleati”.

Libertà e sovranità europea – “In un’era di grandi potenze la libertà non è garantita, è in pericolo”, ha avvertito Merz. “La politica delle grandi potenze in Europa non è un’opzione per la Germania. La leadership basata sul partenariato sì, le fantasticherie egemoniche no. Noi tedeschi non agiremo mai più da soli. Questa è la lezione permanente che abbiamo imparato dalla nostra storia”. La risposta indicata è un rafforzamento dell’Unione: “Un’Europa sovrana è la nostra migliore risposta ai tempi nuovi. Unire e rafforzare l’Europa è oggi il nostro compito più importante. L’Europa deve diventare un vero global player, con una propria strategia sulla politica della sicurezza, non come sostituzione della Nato ma come suo pilastro forte”.

Il confronto Usa-Ue e il nodo Ucraina – A Monaco si è registrato anche un botta e risposta tra l’ambasciatore statunitense all’Onu Michael Waltz e l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas. Washington ha ribadito di restare “assolutamente” impegnata nella difesa europea, ma ha chiesto agli europei maggiore autosufficienza finanziaria nella sicurezza. Kallas ha respinto l’idea che l’Europa non faccia la propria parte, sottolineando che quando gli Stati Uniti entrano in guerra “molti di noi vanno con voi e perdiamo i nostri cittadini lungo il cammino”, segno che l’alleanza resta reciproca. Spazio anche al conflitto in Ucraina. Il segretario generale della Nato ha parlato di “perdite sbalorditive” per le forze russe, citando 35mila morti a dicembre e 30mila a gennaio, e invitando a non cadere “nella trappola della propaganda russa”.

I protagonisti della tre giorni – L’edizione 2025 della conferenza, ospitata come da tradizione all’Hotel Bayerischer Hof, vede la partecipazione del segretario di Stato americano Marco Rubio, che prima della partenza ha dichiarato: “Viviamo in una nuova era geopolitica, e questo richiederà a tutti noi di riesaminare come ci presentiamo e quale sarà il nostro ruolo”. Attesi anche numerosi leader europei, tra cui Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer, il primo ministro polacco Donald Tusk e la premier danese Mette Frederiksen. Per l’Italia sono presenti il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Groenlandia – Al centro degli incontri anche la Groenlandia, l’evoluzione dell’alleanza transatlantica e il riarmo europeo. Ma il segnale lanciato da Berlino è chiaro: l’Europa deve assumersi in prima persona la responsabilità della propria sicurezza, in un contesto internazionale che non consente più inerzie.

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