Per tre giorni ha ascoltato, ha finto di credere, ha guadagnato tempo. Dall’altra parte della cornetta una voce sicura, autoritaria, pronta a spacciarsi per rappresentante dello Stato. Ma il copione, questa volta, si è spezzato sul più bello: a finire in manette è stato il presunto corriere della banda, mentre il colpo da centinaia di migliaia di euro è sfumato a un passo dalla consegna.
Il raggiro costruito al telefono – Tutto comincia martedì 31 marzo, quando una vedova di 83 anni riceve una telefonata sul fisso della sua abitazione, a Milano, in un prestigioso appartamento nella zona di corso Buenos Aires. L’uomo si presenta come appartenente alla Guardia di Finanza e parla di un presunto incidente che avrebbe coinvolto l’auto della donna. Per garantire la copertura assicurativa immediata, sostiene, sarebbe necessario sottoporre a verifica gioielli e contanti custoditi in casa. La conversazione si prolunga per ore, con il truffatore che annuncia l’arrivo di un collaboratore incaricato di ritirare quanto richiesto. Ma l’anziana capisce subito di trovarsi di fronte a un tentativo di raggiro e contatta la polizia, accettando di collaborare per smascherare la banda.
Tre giorni di attesa con gli agenti in casa – Il piano si trasforma in una trappola. Gli agenti delle Volanti della questura di Milano si appostano nell’abitazione, assistendo in diretta alle continue telefonate del sedicente finanziere, che torna a farsi vivo anche nei giorni successivi, tra mercoledì e giovedì santo, cercando di consolidare la fiducia della vittima. Un primo tentativo di sopralluogo fallisce, ma il truffatore insiste, convinto di avere ormai il controllo della situazione.
La consegna e il blitz sul pianerottolo – Giovedì santo il piano arriva alla fase finale. Alla porta si presenta il complice incaricato del ritiro. La donna gli consegna un sacchetto con 10mila euro in contanti e alcuni gioielli tra anelli, collane e brillanti. Appena varcata la soglia, però, l’uomo si trova di fronte i poliziotti: viene bloccato sul pianerottolo e arrestato. Si tratta di un ucraino di 32 anni, incensurato e domiciliato in viale Monza, ritenuto uno dei corrieri utilizzati per la riscossione dei proventi delle truffe.
Il sistema delle truffe e il ruolo del corriere – Secondo quanto ricostruito, il fermato avrebbe agito su indicazione di un telefonista che per giorni ha intrattenuto la vittima con lunghe conversazioni, costruendo passo dopo passo la truffa. Un meccanismo rodato, basato sulla pressione psicologica e sulla falsa urgenza, che in questo caso puntava a un bottino composto da gioielli per alcune centinaia di migliaia di euro.
L’appello della questura – La polizia ricorda di verificare sempre l’identità di chi si presenta come appartenente alle forze dell’ordine, contattando il 112. Nessun agente, viene ribadito, chiede di consegnare denaro o preziosi per presunti accertamenti. IN ALTO IL VIDEO

