Il decreto bollette è legge. L’aula del Senato ha dato il via libera definitivo al provvedimento, approvato con la fiducia posta dal Governo e senza modifiche rispetto al testo già licenziato dalla Camera. I voti favorevoli sono stati 102, i contrari 64, due gli astenuti. Un passaggio obbligato entro il termine del 21 aprile che mette in campo circa 5 miliardi di euro per fronteggiare il caro energia.
Gli aiuti a famiglie e imprese – Il cuore del provvedimento è rappresentato dal sostegno economico a famiglie e imprese alle prese con l’aumento dei costi energetici. Tra le misure principali spicca il contributo da 115 euro sulla bolletta elettrica destinato ai titolari del bonus sociale. Previsto, inoltre, un ulteriore sostegno per chi ha un Isee inferiore ai 25mila euro, attraverso un bonus volontario riconosciuto dalle aziende venditrici. Per le famiglie già beneficiarie del bonus elettrico viene introdotto anche il diritto alla compensazione per il teleriscaldamento, misura inserita durante l’esame in commissione.
Stop al telemarketing aggressivo – Il decreto introduce il divieto di sollecitazioni commerciali telefoniche nel settore energetico. Lo stop riguarda sia le chiamate sia l’invio di messaggi promozionali, con l’obiettivo di contrastare pratiche invasive nei confronti dei consumatori.
Trasparenza e mercato – Nuove regole anche per le aziende energetiche, che saranno tenute a comunicare periodicamente all’Arera i dati sui margini di profitto. Definito inoltre un accordo quadro per rendere più trasparente il cambio di fornitore, uno dei punti più critici per gli utenti.
Fotovoltaico e rinnovabili – Cambiano gli incentivi per gli impianti fotovoltaici sopra i 20 kW: i titolari potranno ridurre i premi tra il 2026 e il 2027 in cambio di un’estensione degli incentivi fino a sei mesi. Il decreto punta anche a favorire i contratti a lungo termine per l’energia da fonti rinnovabili, i cosiddetti Power Purchase Agreements, con misure di sostegno a biogas, biomasse e bioliquidi.
Carbone e transizione energetica – Slitta la dismissione delle centrali a carbone, prorogata fino al 2038. Il piano precedente prevedeva lo stop al 2025 per la penisola e al 2028 per la Sardegna.
Stoccaggi e coperture finanziarie – Il testo stabilisce che il gas stoccato nel 2022 venga venduto da Gse e Snam, con risorse destinate a ridurre gli oneri per le imprese energivore. Per finanziare il provvedimento è previsto anche un aumento dell’Irap per le aziende energetiche: l’aliquota sale dal 3,9% al 5,9% per gli anni 2026 e 2027.

