Un’indagine che ora arriva al suo snodo decisivo. La Procura di Napoli Nord ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti del giornalista Mario De Michele, 54 anni, originario di Cesa (Caserta), accusato di estorsione ai danni dell’ex sindaco di Orta di Atella ed ex consigliere regionale Angelo Brancaccio.
Le accuse – Il provvedimento, firmato dal sostituto procuratore Maria Carmen Quaranta, ricostruisce una presunta condotta protratta nel tempo. Secondo l’impianto accusatorio, De Michele avrebbe costretto Brancaccio a versare complessivamente circa 34mila euro, prospettando la pubblicazione di articoli “offensivi, denigratori e diffamatori”, anche relativi alla sfera privata e sentimentale, in caso di mancato pagamento. Le richieste, secondo gli inquirenti, si sarebbero sviluppate lungo un arco temporale ampio, dal 2012 fino al 2025, attraverso più episodi e versamenti frazionati.
I pagamenti contestati – Nel dettaglio, la Procura indica somme pari a 6mila euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, corrisposte in tre tranche da 2mila euro; ulteriori 6mila euro sarebbero stati consegnati nel 2016 in un’unica soluzione. A questi si aggiungerebbero 5mila euro versati nel 2024 e altri 5mila euro consegnati nel 2025, proprio in occasione dell’arresto. Una sequenza di versamenti che, sempre stando all’accusa, configurerebbe un’unica strategia estorsiva realizzata “con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso”.
L’arresto e la scarcerazione – Il 30 giugno del 2025, De Michele venne arrestato dai carabinieri in flagranza di reato: i militari lo bloccarono subito dopo aver ricevuto del denaro dalle mani di Brancaccio, ritenuto parte della somma richiesta. Successivamente il giornalista fu scarcerato dal Riesame e da allora è in libertà.
I precedenti giudiziari – De Michele era già stato coinvolto in un’altra inchiesta della Procura di Napoli Nord relativa a due falsi attentati a colpi d’arma da fuoco, contro la sua auto e la sua abitazione, tra il 2019 e il 2020, che lui stesso simulò per ottenere la scorta. In quel procedimento è stato condannato nel 2022, patteggiando una pena di tre anni e dieci mesi. Per quanto riguarda Angelo Brancaccio, presunta vittima dell’estorsione, l’ex sindaco ortese in passato è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, pena che risulta interamente scontata.
I prossimi passaggi – Con la chiusura delle indagini si apre ora la fase delle determinazioni difensive. De Michele, assistito dall’avvocato Mario Griffo, ha venti giorni di tempo per presentare memorie, depositare documenti o chiedere di essere interrogato dal pubblico ministero. Al termine di questa fase, la Procura potrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione. Per l’indagato resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

