Un fiume di persone attraversa tre comuni simbolo della rinascita per rispondere alle bombe carta e ai segnali inquietanti degli ultimi giorni: l’Agro aversano scende in strada e alza la voce contro la criminalità. La manifestazione, partita da piazza Mercato e conclusasi a Casapesenna passando per San Cipriano d’Aversa e Casal di Principe, nasce dalla mobilitazione congiunta di cittadini, associazioni, comitati e amministrazioni locali, decisi a lanciare un messaggio netto: il territorio non intende arretrare.
La mobilitazione – Alle ore 19 le strade si sono riempite di famiglie, giovani e rappresentanti istituzionali, in un corteo che ha unito simbolicamente e concretamente i tre centri. Un percorso scelto per ribadire che la legalità non ha confini e che l’intero comprensorio è oggi una comunità compatta, pronta a difendersi. Una risposta collettiva maturata dopo giorni segnati da episodi intimidatori, con bombe carta esplose davanti ad abitazioni e attività commerciali tra Casapesenna, San Cipriano d’Aversa e Cesa.
Le indagini – Sugli attentati indagano i carabinieri. Le prime ipotesi investigative parlano di un possibile intreccio tra gruppi di giovani, con collegamenti diretti o indiretti a contesti criminali. Non si esclude che si tratti di segnali legati allo spaccio di droga o di avvertimenti tra fazioni in contrasto.
La risposta delle istituzioni – A guidare simbolicamente la mobilitazione, la sindaca di Casapesenna, Giustina Zagaria, che ha dichiarato: “Non intendiamo fermarci né arretrare. Il nostro territorio ha già pagato un prezzo altissimo e non tornerà mai più a essere sotto il controllo della criminalità. Questa rappresenta il coraggio e la speranza di una comunità che sceglie di restare unita e di non cedere alla manifestazione paura». Per il sindaco di San Cipriano d’Aversa, Vincenzo Caterino “quanto accaduto negli ultimi giorni è estremamente grave e non può essere sottovalutato. Serviva una reazione condivisa, capace di tutelare la serenità dei cittadini e di dimostrare che le istituzioni e la popolazione sono compatte nel difendere il territorio”. “Episodi di questa natura sono inaccettabili e non devono trovare spazio. La risposta deve essere ferma e unitaria. È fondamentale mantenere alta l’attenzione per garantire un futuro libero da violenza e intimidazioni”, ha detto il sindaco di Casal di Principe, Ottavio Corvino.
Il fronte civile – Presenti numerose realtà associative, tra cui la Pro Loco di Casal di Principe, che ha ribadito l’impegno a difendere l’identità della comunità, lontana da ogni accostamento con criminalità e delinquenza. Tra i partecipanti il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, che ha sottolineato: “Siamo qui per difendere valori fondamentali: il diritto alla libertà, alla legalità, alla dignità, alla vita della nostra gente”.
Gli arresti nel clan Zagaria – Il corteo arriva all’indomani della maxi operazione della Dda di Napoli e dei carabinieri di Caserta contro il clan Zagaria, con 23 arresti tra cui stretti familiari del boss Michele Zagaria, accusati di aver tentato di riorganizzare un sistema estorsivo basato su minacce e intimidazioni. Un elemento che rafforza la lettura degli ultimi episodi come segnali da non sottovalutare.
Il messaggio finale – Dalla piazza un’indicazione chiara, sintetizzata dalle parole dei promotori: “La manifestazione nasce dalla volontà popolare, dalle associazioni, dei comitati in merito ai fatti violenti accaduti sul territorio nell’ultimo periodo, diversi episodi intimidatori, tra cui l’esplosione di bombe carta all’esterno di alcune attività commerciali. È stato un corteo pacifico per dare tutti insieme un segnale forte a chi vuole di nuovo mettere le mani su questo territorio, per ribadire a chiare lettere che non torneranno più i tempi bui della camorra”.

