Mondragone (Caserta) – E’ stata rigettata, dopo il rinvio a giudizio, la richiesta di procedere col rito abbreviato nel processo a carico di Pietro Cascarino, accusato di omicidio volontario in danno del giovane studente e calciatore di Mondragone, Luigi Petrella. Stiamo scrivendo della decisione assunta dalla Corte d’Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere chiamata a giudicare la drammatica vicenda verificatasi il 27 giugno di un anno fa, in via Padule, quando Luigi, a bordo del suo scooter, venne falciato dall’auto su cui viaggiava proprio l’imputato e un altro uomo, per poi essere abbandonato sull’asfalto in una pozza di sangue.
La mattinata è stata lunga per i genitori di Luigi – Rita Di Leone e Daniele Petrella, assistiti dagli avvocati Sergio Pisani, Filippo Romano e Mario Daniele Marotta – ma non erano soli. Con loro sono giunti da Mondragone decine di ragazzi e genitori muniti di striscione: “Giustizia per Luigi”. Infatti, l’ingresso del tribunale della città del Foro è stato riempito da molti adolescenti che hanno invocato giustizia per il loro compagno che non c’è più. Desiderosi di una risposta etica da parte dei giudici del foro di Santa Maria Capua Vetere alla loro domanda di senso sulla giustizia e sul vero valore di una vita che non doveva essere strappata barbaramente ad un loro coetaneo. Hanno sfidato il freddo e la pioggia accompagnati dai loro genitori per far presente che il loro amico Luigi continua a vivere nei loro cuori.
Con la decisione della corte di seguire il giudizio ordinario si apre, ora, una nuova fase dove è ammesso il dibattimento e l’ammissione delle testimonianze a supporto della verità processuale che dovrà emergere su questa triste vicenda. Sicuramente il rischio delle “scorciatoie e degli sconti di pena” temuti dai familiari della vittima sono stati accantonati. Nel contempo, nelle ultime ore si sta tentando di appellarsi a chi quel drammatico giorno è stato immortalato dalle telecamere a bordo di una vettura transitata sul luogo del misfatto per registrare un’ulteriore testimonianza che potrebbe consolidare le tesi dell’accusa e chiudere definitivamente questa partita. La prossima udienza è stata fissata per il 12 maggio.
Intanto, abbiamo incrociato la mamma di Luigi Petrella per comprendere il suo stato d’animo dopo la decisione della corte di Assise. La stessa, con una voce commossa, espressione di uno stato d’animo messo alla prova, ha ribadito: “Era una cosa così delicata che non poteva chiudersi con un rito abbreviato”. Poi, sulla presenza di tanti giovani mondragonesi: “I ragazzi ci sono sempre. Hanno 16, 17 anni e stamane guardandoli sotto al palazzo di giustizia, li ho visti con uno sguardo smarrito per quello che è successo al loro amico. A questa età dovrebbero pensare a divertirsi, invece sono stati costretti a fare i conti con una storia assurda e comprendere gli aspetti più bui e cupi della nostra società. Alla loro età non si dovrebbe pensare a piangere per un amico ucciso”.
Sulla questione dell’appello al testimone, rilanciato ieri anche mediante una diretta giornalistica di Maria Assunta Cavallo, la madre di Luigi commenta: “Noi comprendiamo che la persona che si trovò a transitare sul luogo in cui Luigi ha perso la vita possa avere paura, ma come è stato ribadito più volte avrebbe tutte le tutele del caso. Noi familiari, gli amici di Luigi facciamo appello affinché chi ha visto contribuisca a consolidare la verità processuale rendendo giustizia alla vittima”. Avete mai ricevuto messaggi di scuse o richieste di perdono da Pietro Cascarino? “Non abbiamo mai ricevuto nessuna dichiarazione in tal senso”, risponde.

