San Marcellino (Caserta) – Una caduta nel vuoto da oltre dieci metri, all’interno di un edificio interessato da lavori di ristrutturazione, ha spezzato la vita di un giovane operaio. La tragedia si è consumata il 12 marzo scorso in corso Italia, in un cantiere edile dove il giovane stava lavorando quando ha perso l’equilibrio precipitando da un piano superiore. L’impatto al suolo si è rivelato fatale. Solo dopo due giorni di accertamenti è stato possibile dare un nome alla vittima: Abdellah Rahali, originario di Sidi Moussa, nella provincia di Algeri, in Algeria. Era arrivato in Italia con l’obiettivo di costruirsi un futuro, ma nell’agro aversano aveva trovato un impiego senza contratto e, soprattutto, senza alcuna tutela.
La caduta nel cantiere – Secondo una prima ricostruzione, ancora in fase di verifica, Rahali si trovava su una parte alta della struttura situata nel centralissimo corso Italia di San Marcellino, quando avrebbe perso l’equilibrio, precipitando da un’altezza compresa tra dieci e quindici metri. L’allarme sarebbe stato lanciato da un connazionale presente sul posto, rimasto illeso. Sul luogo dell’incidente è intervenuta un’ambulanza del 118 ma per il giovane non c’è stato nulla da fare: i sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
Indagini e accertamenti – Sul posto sono giunti i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Aversa, insieme ai militari del Nucleo ispettorato del lavoro e ai tecnici dell’Asl di Caserta. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e di verificare eventuali responsabilità legate alle condizioni di sicurezza del cantiere. La salma è stata trasferita all’istituto di medicina legale dell’ospedale di Giugliano in Campania per l’esame autoptico disposto dall’autorità giudiziaria.
Lavoro nero e irregolarità – Dai primi accertamenti sarebbe emerso un quadro particolarmente grave. La ditta che stava effettuando lo sgombero risulterebbe priva di un incarico formale da parte dei proprietari dell’edificio e i lavoratori sarebbero stati impiegati completamente in nero, senza dispositivi di sicurezza. La Procura di Napoli Nord ha aperto un fascicolo per fare piena luce sulla morte dell’operaio.
La reazione dei sindacati – La notizia ha suscitato immediate reazioni nel mondo sindacale. La Cgil Caserta e la Fillea Cgil Caserta hanno espresso cordoglio e indignazione per l’accaduto. «Questo episodio – ha dichiarato Sonia Oliviero, segretaria generale della Cgil Caserta. – racconta con crudezza la realtà di un sistema in cui troppi lavoratori, soprattutto stranieri, sono esposti a condizioni di forte ricattabilità e sfruttamento. Non possiamo continuare a contare morti sul lavoro come se fossero inevitabili». Anche Pietro Petrone, coordinatore della Uil Caserta, ha sottolineato come l’episodio mostri “che gli sforzi più mirati e le normative più severe” non bastino senza controlli efficaci e strumenti giudiziari adeguati, chiedendo anche la costituzione di una procura speciale per i reati sul lavoro.
Seconda vittima da inizio anno nel Casertano – Quella di Abdellah Rahali è la seconda vittima del lavoro dall’inizio dell’anno in provincia di Caserta. Un’altra morte che riaccende il tema della sicurezza nei cantieri e delle condizioni in cui spesso vengono impiegati lavoratori stranieri, privi di contratti e di qualsiasi tutela.

