Cesa (Caserta) – Un delitto rimasto senza colpevoli per oltre un quarto di secolo trova oggi un punto fermo: due uomini, irreperibili dal 1999, sono stati arrestati e riportati in Italia. Nella mattinata, scortati dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, sono atterrati all’aeroporto di Fiumicino due cugini albanesi, di 50 e 47 anni, destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere perché gravemente indiziati di omicidio e tentato omicidio.
Le indagini e la cattura – L’operazione si inserisce nel progetto “Wanted 2025” della polizia di stato ed è il risultato di un’attività investigativa durata circa un anno, condotta dalla squadra mobile di Caserta, dal servizio centrale operativo e dal servizio per la cooperazione internazionale di polizia, sotto il coordinamento della Procura generale della Repubblica di Napoli – ufficio esecuzioni penali. I due sono stati localizzati in Albania grazie alla collaborazione della polizia locale e, una volta rintracciati, arrestati con il supporto del dipartimento di polizia criminale albanese e dell’ufficio dell’esperto per la sicurezza.
Il delitto del 1999 – I due cugini erano ricercati per l’omicidio e il ferimento di due connazionali, avvenuti a Cesa nel 1999. Secondo quanto ricostruito nelle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, l’aggressione sarebbe maturata nell’ambito della spartizione dei proventi di attività illecite. Le vittime furono colpite in pieno centro cittadino con bastoni e armi da taglio, in un’azione particolarmente violenta.
La fuga e le false identità – Subito dopo i fatti, i due si sottrassero alla cattura lasciando l’Italia e facendo perdere le proprie tracce. Per anni avrebbero vissuto utilizzando false identità, riuscendo a rientrare in Albania, dove si erano stabiliti nella città di Diber.
Il rientro in Italia – Individuati grazie ai provvedimenti di internazionalizzazione emessi dalla Procura generale presso la Corte di Appello di Napoli, sono stati infine arrestati e trasferiti in Italia. Dopo l’atterraggio allo scalo romano, sono stati condotti in carcere anche con il supporto della polizia di frontiera. IN ALTO IL VIDEO

