Mondragone, AMBC su project financing cimitero: “Gara con diritto prelazione va annullata”

di Redazione

Mondragone (Caserta) – Una nuova presa di posizione dell’Associazione Mondragone Bene Comune riaccende il dibattito sul project financing relativo al cimitero comunale. Al centro della contestazione c’è il diritto di prelazione riconosciuto al promotore nelle procedure di partenariato pubblico-privato, ritenuto incompatibile con il diritto europeo da una recente pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

La sentenza europeaL’associazione ricorda che il 5 febbraio 2026 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la causa C-810/24, ha stabilito che il diritto di prelazione previsto dall’articolo 193 del Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 36/2023) è incompatibile con i principi di libera circolazione e parità di trattamento sanciti dal diritto europeo. Secondo l’Ambc, la decisione implica che tale diritto non possa più essere inserito nei bandi di gara e che, qualora previsto, non possa essere legittimamente esercitato, con il rischio di determinare un vizio radicale dell’aggiudicazione. L’associazione afferma di aver già segnalato la questione il 9 febbraio scorso, chiedendo chiarimenti all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Lavanga sulla gara relativa al cimitero cittadino.

La determina del 26 febbraioNonostante la pronuncia della Corte europea, l’Ambc sottolinea che il 26 febbraio è stata pubblicata la determina numero 142 con cui il Comune ha avviato una “procedura aperta per l’affidamento in concessione mediante project financing, con diritto di prelazione in favore del promotore, per la riqualificazione del vecchio impianto cimiteriale e la gestione dei servizi cimiteriali di polizia mortuaria e dell’illuminazione votiva”. Nel documento viene inoltre ricordato che nel cimitero comunale è già in corso, da anni, un altro project financing riguardante una parte della struttura.

Il documento dell’AnciA sostegno delle proprie osservazioni, l’associazione richiama anche una recente analisi dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. Nel documento si legge: “Laddove sia già stato indetto un bando che prevede il diritto di prelazione, l’Amministrazione deve procedere all’annullamento della gara in autotutela e alla sua successiva ripubblicazione emendata di tale clausola. Ai sensi dell’art. 21-novies della Legge 241/1990, tale intervento in autotutela è esperibile entro 6 mesi dall’aggiudicazione, determinando l’inefficacia dell’eventuale contratto stipulato. La misura è necessaria anche nel caso in cui il diritto non sia stato materialmente esercitato, atteso che la sua sola previsione è idonea ad alterare le dinamiche concorrenziali e la partecipazione degli operatori economici”. Alla luce della posizione espressa dall’Anci, l’Ambc auspica un intervento dell’amministrazione comunale che, in autotutela, adotti le soluzioni indicate dall’associazione dei Comuni.

La replica dell’associazione – Intanto, l’Ambc respinge le critiche ricevute da alcuni esponenti della vita pubblica locale, rivendicando il proprio ruolo di vigilanza e proposta: “E poi c’è ancora qualche ‘eterno buontempone incollato a qualche remunerata presidenza’ che ci accusa che facciamo solo critiche, che non siamo costruttivi… Oltre che segnalare e documentare per tempo ciò che non va e proporre le corrette – e concrete – soluzioni, cos’altro possiamo fare?”.

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