Aversa, la Libreria “Il Dono” riceve menzione speciale al Premio Don Diana 2026

di Antonio Taglialatela

Aversa (Caserta) – C’è una storia di impegno quotidiano dietro la menzione speciale assegnata alla Libreria Il Dono di Aversa, fondata dal professor Fortunato Allegro, nell’ambito della 16esima edizione del Premio Nazionale don Diana – Per amore del mio popolo.

Un presidio culturale nato dal dono – Più che una semplice libreria, Il Dono rappresenta da anni un punto di riferimento per la città normanna e l’intero agro aversano: una biblioteca sociale basata sulla condivisione, sulla raccolta e redistribuzione di libri e sulla promozione della cultura come strumento di inclusione. L’idea nasce proprio dall’instancabile professor Allegro che ha creato luogo aperto a studenti, associazioni e cittadini dove i libri diventano occasione di incontro e crescita collettiva. Nel tempo, la libreria ha consolidato il proprio ruolo anche attraverso collaborazioni con scuole, enti e realtà associative, diventando un punto stabile di aggregazione culturale.

Resistenza – Il riconoscimento arriva anche per la capacità della libreria di proseguire il proprio percorso nonostante le difficoltà, soprattutto negli ultimi mesi quando è stata al centro di una vicenda legata allo sfratto dei locali che la ospitavano, generando una forte mobilitazione cittadina al grido “La Cultura non si sfratta”.

Il riconoscimento del Premio don Diana – La Libreria Il Dono è stata premiata nella sezione Menzioni del Premio Don Diana per “la strenua difesa della biblioteca sociale e l’impegno costante nella promozione della lettura e della cultura come elementi aggreganti”. Un lavoro portato avanti con determinazione, in linea con i valori del riconoscimento assegnato dal Comitato don Peppe Diana, da Libera Caserta e dalla famiglia di don Giuseppe Diana, il sacerdote ucciso il 19 marzo 1994 per il suo impegno civico contro la camorra. La consegna ufficiale dei premi è in programma il 4 luglio, nel bene confiscato Casa don Diana, a Casal di Principe, nel giorno in cui don Peppe avrebbe festeggiato il suo compleanno.

I premiati – Accanto alla realtà aversana, nell’edizione 2026 riceveranno il riconoscimento don Peppino Esposito, parroco della chiesa San Pietro apostolo di Caivano, impegnato nel sostegno a famiglie e giovani in difficoltà, Bruno Mazza, fondatore dell’associazione Un’infanzia da vivere e simbolo di riscatto sociale nel Parco Verde di Caivano, e Maria Francesca Mariano, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, da anni in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata e destinataria di gravi minacce e intimidazioni. Menzioni anche per il movimento teatrale Teatro Patologico, fondato dal regista Dario D’Ambrosi, e per Celeste Romero, impegnata in Argentina in progetti di inclusione sociale attraverso il lavoro. Premio speciale a don Carlo Aversano e don Armando Broccoletti, firmatari, insieme a don Peppe Diana, del documento Per amore del mio popolo, per il loro impegno nella denuncia delle mafie e nella costruzione di comunità alternative alla cultura criminale.

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