Napoli, rifiuti tessili nascosti nei container: sequestro al porto

di Redazione

Napoli – Dovevano essere semplici articoli usati destinati ai mercati africani, ma nei container pronti a salpare dal porto partenopeo c’erano oltre 130mila chili di rifiuti tessili. Il carico è stato bloccato e sequestrato nell’ambito di un’attività mirata contro il traffico illecito di rifiuti.

Il controllo nel porto – L’operazione è stata condotta dai funzionari dell’Ufficio Adm di Napoli insieme ai militari della Guardia di Finanza del comando provinciale di Napoli. All’interno di diversi container diretti in Nigeria, i controlli hanno portato alla scoperta di 130.808 chilogrammi di rifiuti tessili, classificati come rifiuti speciali non pericolosi. Secondo la documentazione accompagnatoria, però, quei container avrebbero dovuto contenere oggettistica da rigattiere.

La reale natura del carico – Gli accertamenti, scaturiti da una specifica attività di analisi dei rischi locali, hanno permesso ai finanzieri del II gruppo Napoli e ai funzionari Adm di verificare la presenza di numerosi sacchi contenenti indumenti, scarpe e borse usate. Materiale proveniente dalla raccolta nei centri urbani e classificabile come rifiuto tessile, poiché non sottoposto ai necessari processi di selezione e igienizzazione previsti dalla normativa.

Le irregolarità documentali – L’esame degli atti esibiti ha inoltre evidenziato un ulteriore profilo di illegalità: le due società che avevano organizzato la spedizione non risultavano in possesso delle autorizzazioni necessarie per il trattamento dei rifiuti.

Le denunce – Al termine delle verifiche, i rappresentanti legali delle due aziende coinvolte – un 47enne originario della provincia di Napoli e una 59enne di origine ucraina – sono stati denunciati all’autorità giudiziaria con l’accusa di traffico illecito di rifiuti e falso ideologico. IN ALTO IL VIDEO

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