Napoli – Il Salone dei busti di Castel Capuano ha ospitato l’inaugurazione dell’anno formativo della Scuola superiore della magistratura, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, insieme ai vertici istituzionali e giudiziari. Un momento solenne, aperto dalle note dell’inno nazionale eseguito dal quartetto d’archi dei professori d’orchestra del teatro San Carlo – Salvatore Lombardo, Pasquale Murino, Andrea De Martino e Alberto Senatore – davanti a magistrati, studenti e rappresentanti delle istituzioni.
Le presenze istituzionali – In prima fila il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Fabio Pinelli, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, la presidente della Scuola Silvana Sciarra, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il presidente della Regione Vincenzo Fico, il cardinale Domenico Battaglia, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, la presidente della Corte d’Appello Maria Rosaria Covelli e il procuratore generale Aldo Policastro. Presenti anche studenti dell’ultimo anno del liceo classico “Renato Cartesio” di Giugliano in Campania, del liceo delle Scienze umane, economiche e sociali “Elsa Morante” e del liceo scientifico “Piero Calamandrei” di Napoli.
La Scuola napoletana, ente autonomo che promuove il diritto-dovere alla formazione professionale dei magistrati, collabora con il Consiglio superiore della magistratura per la formazione iniziale dei magistrati in tirocinio, dei responsabili degli uffici giudiziari e dei magistrati onorari, favorendo al contempo l’aggiornamento permanente dell’ordine giudiziario.
L’intervento di Pinelli – Nel suo intervento, il vicepresidente del Csm ha richiamato il valore della formazione e il ruolo centrale del magistrato nella Carta costituzionale, soffermandosi sul clima culturale contemporaneo: «Nell’era in cui tutti si ergono a giudici sui più diversi argomenti dove la prudenza non sembra essere un costume di vita, dove i più sembrano avere il dono delle certezze incrollabili e della propria infallibilità, nell’era della giustizia mediatica, nella quale questioni delicatissime sono affrontate in maniera superficiale e spesso faziosa (pensando più allo share che ai contenuti), nell’era dove ciascuno di noi sembra doversi piegare alla banalizzazione per rincorrere affannosamente e illusoriamente la velocità degli scambi informativi, la Scuola resta un presidio che meritoriamente tramanda la cultura del dubbio, fondamento etico e metodologico della funzione giudiziaria». Un passaggio, quello di Pinelli, che ha posto l’accento sulla necessità di difendere la “cultura del dubbio” come cardine dell’attività giudiziaria, in un contesto segnato dalla velocità dell’informazione e dalla polarizzazione del dibattito pubblico.
Il monito di Sisto – Sul tema del confronto pubblico è intervenuto anche il viceministro Sisto: «Ci si confronti pure nel dialogo, con sano agonismo argomentativo, con spirito critico e garbatamente polemico, ma che nessuno pensi e materializzi, nemmeno per un attimo, un patibolo virtuale per chi ha un’opinione diversa dalla propria». Sisto ha richiamato il principio di leale collaborazione, che «deve essere l’anima, ovvero il dolo specifico, di ogni scelta pubblica», ricordando come l’articolo 21 della Costituzione tuteli il diritto di esprimere le proprie idee. Nel suo intervento, il viceministro ha evocato la figura di Mario Pagano, giustiziato nell’ottobre del 1799 «a pochi passi da qui» per aver difeso principi come la terzietà del giudice, la pubblicità e l’oralità del processo, l’abolizione della tortura.
Il ruolo della Scuola – A chiudere la cerimonia è stata la presidente Silvana Sciarra che ha ringraziato il Capo dello Stato per la presenza a Napoli, sottolineando l’autonomia dell’istituzione come “risorsa importante per la formazione”: «L’autonomia della scuola – ha detto – è una risorsa importante per la formazione, la cui domanda è in costante crescita, 20mila i magistrati che vi hanno partecipato. A giugno aspettiamo 440 magistrati di tirocinio».

