Cosmetica di lusso: oro e caviale nella nuova skincare

di Redazione

Napoli – Negli ultimi anni il mercato della bellezza ha registrato una crescita evidente, soprattutto nei segmenti considerati premium e tecnici. I prodotti per la cura della pelle di fascia alta nel mondo, che includono formulazioni con attivi avanzati e ingredienti di prestigio, sono stimati valere quasi 87 miliardi di dollari nel 2024, con una previsione di espansione significativa nei prossimi anni e una crescita media annuale vicina all’8 % fino al 2033, secondo i dati Gwi; un recente report Mordor invece sostiene che il mercato globale dei cosmetici naturali ha raggiunto quasi 24 miliardi di dollari nel 2025, con tassi di crescita annui composti superiori al 30 %. La domanda di formulazioni naturali e ingredienti puliti, quindi, non mostra cenni di rallentamento.

In questo contesto non sorprende che ingredienti come l’oro colloidale e l’estratto di caviale, un tempo percepiti come elementi di lusso esclusivamente sensoriale, trovino oggi una collocazione più articolata all’interno di percorsi di trattamento strutturati e tecnici per la cura della pelle.

“L’esperienza sensoriale è importante, ma non esaurisce il valore di un trattamento”, osserva Teresa Guarino, direttore tecnico della linea Biocosmeceuticals. “La nostra proposta si basa su formulazioni in cui ogni fase ha una funzione fisiologica riconoscibile, non un effetto estetico fine a sé stesso. Questa è la grande differenza tra chi vuole citare oro e caviale semplicemente per fare posizionamento di mercato e chi, invece, tira fuori quanto attorno a sé è bello e fa bene”.

Per Liliana Paduano Biocosmeceuticals, la linea Gold & Caviar non si limita a evocare esclusività: l’oro 24K ha una funzione nota di supporto alla microcircolazione cutanea e proprietà antinfiammatorie, mentre il caviale apporta proteine, minerali e nutrienti attivi che possono sostenere il metabolismo cellulare. Inseriti in una routine integrata – che va dalla detersione profonda alla stratificazione di sieri ad alta concentrazione – questi ingredienti non sono ornamentali ma parte di una strategia formulativa mirata.

“Questa prospettiva – spiega Guarino – riflette un cambiamento più ampio nelle preferenze dei consumatori. Gli utenti non guardano più soltanto al nome del brand o alla promessa di benessere immediato, ma cercano ingredienti e protocolli che rispondano a evidenze funzionali e trasparenza formulativa. La crescita del segmento premium in skincare testimonia che una parte significativa dei consumatori è disposta a pagare per soluzioni che combinano performance dermatologica e qualità percepita, anche in ingredienti tradizionalmente associati a una narrativa di lusso”.

In questa evoluzione, formulazioni con attivi naturali – come il bakuchiol che sta guadagnando terreno come alternativa più tollerabile al retinolo – mostrano come l’innovazione cosmetica stia spostando il focus dal solo “effetto visivo” alla funzionalità concreta e gentile sulla pelle. Il risultato non è un vezzo estetico, ma un’effettiva diversificazione di approcci nella cura della pelle: routine stratificate, ingredienti con ruoli specifici, formulazioni pulite e tecniche di veicolazione avanzate che danno senso agli attivi di lusso nella vita quotidiana. “In questo quadro – conclude Guarino – oro e caviale non sono semplici icone di prestigio, ma componenti di trattamenti integrati che riflettono come il concetto di ‘luxury’ nella cosmesi stia mutando da elemento di status a leva funzionale e tecnico-esperienziale”.

Scrivici su Whatsapp
Benvenuto in Pupia. Come possiamo aiutarti?
Whatsapp
Redazione
Condividi con un amico