Caserta – Le associazioni Lipu, Legambiente, Arci, Arcipelago, Pax Christi, CittadinanzAttiva, L’Altra Italia per l’Ambiente, Giardinieri senza Frontiere, Uisp, Città Paesaggio, Comer, Movimento Blu Caserta, Hermes Roller, Elsa, Spazio Donna, Univoc, Uici e Vivere la Scuola replicano alle dichiarazioni della direttrice della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei, sulla questione dei lecci della via d’acqua del Parco Reale.
“Il confronto mai avvenuto” – “Ci sono una serie di infondatezze su quanto dichiarato dalla direttrice Maffei: è vero che l’abbiamo salutata, al suo arrivo, il 4 mattina alla Reggia (come fanno le persone educate), ma non ci risulta che ci abbia invitati ad un confronto cui siamo sempre disponibili, anzi, è andata subito via a gran velocità. Ma, d’altra parte, se gli incarichi di studio, come da lei scritto, vanno avanti dal 2021, siamo pronti ad una discussione dedicata e approfondita, degna di tutto il tempo che occorre”.
“Sostituzione o abbattimento?” – “Inoltre, il direttore Maffei dichiara con insistenza: ‘non si tratta di abbattimento dei lecci, ma di sostituzione. È una differenza sostanziale, che purtroppo viene ignorata o travisata perché più facilmente strumentalizzabile’. Come si fa a sostituire 750 lecci se prima non vengono abbattuti?”.
L’età degli alberi e le pratiche di cura – “E ancora, è bene precisare che non abbiamo mai dichiarato che gli alberi hanno 250 anni, ma che è la modalità di cura che va avanti nella maniera suggerita dal gruppo di associazioni che va avanti da circa 250 anni, con buoni risultati, visto la presenza di lecci, in perfetto stato di salute, che raggiungono anche i 100 anni, come citato dalla stessa direttore Maffei”.
I lecci giovani e la crescita naturale – “Altro aspetto da esaminare: tutti abbiamo visto anche numerosi lecci giovani di max 10 anni in perfetta salute che bene si armonizzano con gli altri e che, nonostante la crescita lenta, fanno la loro figura adempiendo al riempimento degli spazi vuoti. Anche in questo la Maffei incorre in una errata valutazione: gli alberi giovani non si adattano male in mezzo agli adulti, la loro crescita è lenta perché ciò è nella natura di lecci”.
Il rischio ambientale e paesaggistico – “Invece, la sostituzione in blocco o anche in pochi mesi, causerebbe un ‘gap’ di ossigeno, l’addio per i prossimi 10/15 anni al camminamento ombreggiato e, inoltre, comprometterebbe lo scenario naturale-paesaggistico della Via d’acqua”.
Gli apparati radicali e i secondi filari – “Oltretutto, l’espianto in toto dei filari comprometterebbe anche lo stato di salute dei secondi filari a causa della breve distanza tra loro e del sicuro intreccio dei loro apparati radicali nel sottosuolo, aspetto, questo, importantissimo, ma che non viene mai considerato dagli abbattitori di alberi”.
La futura passeggiata e il fondo di calpestio – “Rispetto a quanto dichiarato dal direttore Maffei, ci preoccupa anche quello che potrà essere il progetto della futura ‘passeggiata’, ahinoi non più all’ombra, a causa delle drastiche potature effettuate finora e sperando, inoltre, che venga rispettato e mantenuto il fondo di calpestio in terreno battuto, drenante, e non con materiali in cemento, asfalto ed altre impermeabilizzazioni che potrebbero ulteriormente minare la salute degli alberi!”.
Potature e ombreggiamento – “Per la funzione ombreggiamento, infine, non c’è certo bisogno di consulenze universitarie, basterà stabilire una moratoria delle potature al lato interno degli alberi, ad ora completamente e assurdamente privati dei rami”.
“Disprezzo per i manifestanti” – “Un ultimo aspetto che non depone a favore del direttore Maffei: il disprezzo con cui ha bollato i manifestanti come ‘pochi’ e quindi ‘insignificanti’. A questo punto, occorrono alcune precisazioni: 1) il maltempo che sicuramente ha bloccato tante persone 2) proprio per aver sfidato il maltempo, gli intervenuti, assolutamente non pochi in questo frangente, meritano tutto il rispetto di questo mondo e non banali valutazioni ispirate al mero conteggio numerico 3) gli interventi erano rappresentanti di molti comitati e associazioni e, se il direttore Maffei si fosse fermata due minuti per un saluto generale, avrebbe constatato che tanti erano provenienti da altre regioni italiane, come Toscana, Emilia Romagna e Lazio, compresi giornalisti e blogger, venuti spontaneamente”.
Petizione oltre le 3mila firme – “Pertanto, noi della Rete di associazioni di Caserta, supportati dalle nostre consapevolezze scientifiche ed etiche, dalle numerose e importanti manifestazioni di interesse, anche tramite petizione che in pochi giorni ha superato le 3000 firme, continuiamo a perseguire la nostra strada, ma anche e soprattutto a richiedere un momento di incontro e confronto con il direttore Maffei, con la speranza di salvare i nostri lecci, messi a dimora per noi dai nostri avi e ancora atti a donarci tutti i loro benefici di cui spesso ci dimentichiamo”.

