Caserta – Una presa di posizione netta, che non entra nel merito delle persone ma mette in discussione il percorso. È quella sottoscritta da Adolfo Villani, sindaco di Capua, Franco Capobianco della sezione Pd Caserta, Alessandro Landolfi e Roberto Iavarone, già di Articolo Uno, in relazione alla mozione unitaria a sostegno di Stefano Lombardi come coordinatore provinciale del partito.
In una nota, i quattro chiariscono subito il perimetro della loro critica, spiegando che il nodo non riguarda la figura del sindaco di Piana di Monte Verna ma il metodo adottato per arrivare alla composizione dell’organismo dirigente. “Ribadiamo – affermano – che non abbiamo posto un problema sul segretario ma sul metodo che ha basato la scelta dell’organismo dirigente ad una mediazione tra i candidati alle regionali escludendo il partito dei circoli e del territorio. Quindi la critica è ad un metodo che ripropone l’assemblaggio dei comitati elettorali. Lo stesso metodo che ha portato il Pd ai minimi storici in provincia di Caserta”.
Parole che richiamano una lettura autocritica del recente passato del partito sul territorio, con un riferimento diretto ai risultati elettorali e alle dinamiche organizzative che, secondo i firmatari, hanno progressivamente indebolito il Pd casertano. Non manca, tuttavia, un passaggio di apertura verso la fase congressuale e verso il nuovo gruppo dirigente: “Auguriamo a tutti buon congresso ed in bocca al lupo al neo segretario Stefano Lombardi affinché possa realmente aprire una fase nuova di questo partito uscendo dalle logiche che hanno ridotto questo partito al lumicino”.

