Cesa (Caserta) – All’indomani della sentenza con cui il Tribunale di Napoli Nord ha assolto il sindaco Enzo Guida e l’attuale compagna Erika Maria Alma per stalking ai danni dell’ex moglie del primo cittadino, Tina Bove, ora è la stessa Bove che interviene per chiarire come la vicenda è costituita da due filoni processuali. “La mia vicenda familiare, mio malgrado, – commenta – è divenuta oggetto di interesse pubblico. Per tutelare la serenità mia e dei miei figli, ritengo necessario chiarire che essa ha dato luogo a due distinti procedimenti penali”.
Il primo processo e l’appello pendente – Bove fa sapere che “il primo procedimento penale ha visto il mio ex marito imputato per lesioni, atti persecutori e diffamazione ai miei danni, in concorso con il padre”. Un procedimento che, sottolinea, “si è definito con l’accertamento dei fatti denunciati e la conseguente condanna da parte del Tribunale di Napoli Nord ed è ancora pendente dinanzi alla Corte di Appello di Napoli, a seguito di rinvii richiesti dall’imputato”.
Il secondo procedimento – Diversa, secondo Bove, la natura del secondo processo conclusosi ieri: “Si è invece definito un secondo procedimento per ulteriori reati e prendo atto della decisione assunta dal Tribunale che ha dichiarato la prescrizione del reato di diffamazione a carico di Alma e assolto gli imputati per gli altri capi di imputazione”.
Rispetto delle istituzioni e tutela dei figli – In attesa del deposito delle motivazioni, Bove ribadisce il “rispetto delle istituzioni e del lavoro della magistratura” e sottolinea di aver “agito esclusivamente sempre e solo per la tutela dei miei diritti fondamentali e della sicurezza mia e dei miei figli che confido saranno adeguatamente tutelati nella loro riservatezza e serenità dalla stampa e dalla comunità tutta”.

