Violenza di genere, ad Aversa congresso nazionale con esperti a confronto sulla legislazione penale

di Antonio Taglialatela

Aversa (Caserta) – Oltre 300 persone, tra magistrati, avvocati, rappresentanti di forze dell’ordine, dirigenti scolastici, insegnanti, studenti universitari e liceali, provenienti da tutto il Paese, hanno preso parte al congresso nazionale sul tema “Violenza di genere e legislazione penale: bilanci e prospettive”, tenutosi nella prestigiosa cornice del Seminario Vescovile.

Coordinato dall’avvocato penalista Roberto Imperatore, componente dell’Osservatorio Errori Giudiziari dell’Unione Camere Penali Italiane, l’evento è stato promosso dalla Camera Penale di Napoli Nord con il patrocinio dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, dei Consigli degli Ordini degli Avvocati di Napoli e Napoli Nord, della Camera Penale di Reggio Calabria, dell’Osservatorio sugli errori giudiziari Ucpi e dell’Unicef Campania.

Prima dell’avvio dei lavori, si sono registrati i saluti del sindaco di Aversa, Franco Matacena, del Pro-Rettore dell’Università Vanvitelli, professor Mario Spasiano, del presidente del Tribunale di Napoli Nord, Luigi Picardi, della presidente regionale dell’Unicef, avvocato Emilia Narciso, del presidente del Coa di Napoli, avvocato Carmine Foreste, del presidente della Camera Penale di Napoli Nord, avvocato Antonio Barbato, del coordinatore dell’Osservatorio Errori Giudiziari, avvocato Giuseppe Guida.

Moderati dal giornalista de “Il Mattino” Leandro Del Gaudio, si sono susseguiti gli interventi dei numerosi e autorevoli relatori. Ad introdurre il dibattito l’avvocato Roberto Imperatore, che ha tenuto una prolusione introduttiva sulla diacronica evoluzione legislativa e giurisprudenziale della legislazione penale in materia di “violenza di genere”, evidenziando che le iniziative di politica criminale in materia sono condivisibili più nell’obiettivo dichiarato di creare una legislazione penale capace di abbandonare, nel rispetto degli articoli 3 e 29 della Costituzione, il fenotipo subculturale della “sottomissione della donna all’uomo”, che nei mezzi concretamente impiegati dal legislatore per raggiungere l’obiettivo perseguito. «Osserviamo  in questa materia – ha spiegato Imperatore – la cartina di tornasole di un “diritto penale emergenziale” implementato costantemente da eclatanti  fatti di cronaca dai quali il legislatore si muove per assecondare le tentazioni espansionistiche di una politica criminale onnivora e pervasiva, che intravede nella spiccata vulnerabilità di certe categorie soggettive una occasione da non perdere per assecondare le aspirazioni securitarie e talvolta populiste implicate dallo schema (quasi sempre elettoralmente vincente) della tolleranza zero». La conseguenza, ha concluso il penalista, «sono leggi penali spesso contraddistinte da bassi indici di precisione, tassatività e determinatezza inconferenti con i principi di diritto solennemente affermati all’articolo 25 della Costituzione».

La professoressa Marianna Pignata, associata di Storia del Diritto Penale e delegata di Ateneo per le Pari Opportunità dell’Università Vanvitelli, ha discusso della legislazione discriminatoria della donna, vigente sino alla metà degli anni 1990, effettuando un’ampia disamina giuridica ma anche sociologica delle norme contenute “dal codice Zanardelli al codice Rocco”. Il professor Giuseppe Amarelli, ordinario di Diritto Penale alla “Federico II” di Napoli, si è occupato del delitto di “violenza sessuale” (articolo 609 bis Codice Penale), sottolineando che la giurisprudenza si è da tempo orientata sul modello “consensualistico” che quasi prescinde dalla epistemologia della “violenza”  con letture del reato che rasentano la violazione del divieto di interpretazione analogica della norma penale, sottolineando la conseguente necessità di un intervento legislativo che garantisca maggiore tassatività e determinatezza alla fattispecie incriminatrice penale.

La giudice Rossella Marro, presidente di sezione del Tribunale Penale di Napoli Nord, ha tenuto una lunga relazione sul delitto di stalking, mentre i colleghi Giovanni Caparco, presidente di collegio del Tribunale Penale dei Santa Maria Capua Vetere, e Francesco Maione, giudice del Tribunale Penale dei Santa Maria Capua Vetere, si sono occupati, rispettivamente, del cosiddetto “femminicidio” e del reato di “maltrattamenti”, di cui all’articolo 572 del Codice Penale. Tutte le relazioni dei magistrati si sono sviluppate muovendo dalla complessa analisi dommatica del Diritto Penale di fronte alla speciale vulnerabilità della vittima, tematica ripresa anche dal professor Ettore Squillaci, docente di Diritto Penale all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e segretario della Camera Penale reggina, che ne ha sottolineato i rischi sistematici polarizzando l’attenzione sulla fattispecie della “violenza assistita”, di cui all’articolo 572, comma 2, del Codice Penale.

Molto interesse ha generato, nell’ambito di un congresso concepito come interdisciplinare, l’ampia relazione della dottoressa Apollonia Reale, pedagogista clinica, neuro criminologa forense ed esperta di violenza di genere, che ha illustrato le linee guida di carattere strettamente scientifico utili a superare le notevoli insidie nell’audizione del minore “presunta” vittima di reati, onde evitare errori giudiziari. Il professor Mariano Menna, ordinario di Diritto Processuale Penale dell’Università “Vanvitelli”, ha analizzato gli istituti giuridici di natura processualistica collegati al Diritto Sostanziale sulla “violenza di genere”, sottolineandone l’accresciuto tasso repressivo e le conseguenti esigenze di bilanciamento interessi.

I lavori sono terminati con la lectio magistralis del professor Nico D’Ascola, ordinario di Diritto Penale all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, già senatore della Repubblica e già presidente della Commissione Giustizia del Senato, che ha effettuato la “reductio ad unum” delle tematiche affrontate, evidenziando le contraddizioni di un sistema legislativo pluricentrico e a molte velocità, nel quale la regola fatica a distinguersi dall’eccezione che spesso incorre in violazioni dei principi di uguaglianza-ragionevolezza (giusto mezzo per giusto scopo) e di proporzione, non solo tra fatto e sanzione, ma anche tra schemi di incriminazione accomunati da note analogiche. La folta platea è stata salutata dall’avvocato Raffaele Piccirillo, segretario della Camera Penale di Napoli Nord. IN ALTO UNA PLAYLIST VIDEO CON TUTTE LE INTERVISTE (selezionare i video con l’apposito tasto ≡› in alto a destra sulla schermata, oppure cliccare direttamente QUI), SOTTO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA

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