Spettacoli

Nastri d’Argento, Napoli trionfa con Sorrentino e Martone

di Gaetano Bencivenga

La 77esima edizione dei Nastri d’Argento, prestigioso premio assegnato annualmente dal Sindacato dei Giornalisti Cinematografici, si è conclusa nella cornice del Maxxi di Roma con un verdetto implacabile, che ha decretato l’assoluto trionfo di opere girate a Napoli da registi partenopei. Paolo Sorrentino e Mario Martone si sono, infatti, spartiti il ricco bottino, contenente i trofei di maggiore rilevanza. – continua sotto – 

“E’ stata la mano di Dio”, l’intenso biopic di Sorrentino ambientato nel capoluogo campano nel pieno degli anni Ottanta, ha portato a casa quattro riconoscimenti, tra i quali quelli per il film, le attrici, protagonista Teresa Saponangelo e non protagonista Luisa Ranieri, e la fotografia.

Quattro allori, anche, per Mario Martone, a coronamento del suo “annus mirabilis” dal quale sono nate due opere diverse ma complementari nella loro rappresentazione di una Napoli materna, feroce, popolare, aulica, evanescente e palpabile quali “Qui rido io” e “Nostalgia”. Insignito del Nastro per la regia e la sceneggiatura, Martone ha, così, permesso agli interpreti di “Nostalgia” di guadagnare i premi per l’attore protagonista, Pierfrancesco Favino, ex aequo con l’altro partenopeo del lotto degli sfidanti Silvio Orlando per “Ariaferma” di Leonardo di Costanzo, e il non protagonista, ex aequo Francesco Di Leva e Tommaso Ragno.

“Freaks out” di Gabriele Mainetti ha meritato i Nastri “tecnici” per la scenografia, i costumi, il montaggio, mentre la miglior commedia è stata giudicata “Come un gatto in tangenziale- Ritorno a Coccia di Morto” di Riccardo Milani. Alloro per il soggetto a “America Latina” dei fratelli D’Innocenzo, laddove Miriam Leone in “Corro da te” ed ex aequo Francesco Scianna e Filippo Timi (entrambi per “Il filo invisibile”) hanno ritirato il riconoscimento, rispettivamente, per attrice e attore protagonista di commedia. – continua sotto – 

Per quanto riguarda le musiche, imprescindibile elemento in qualsiasi lungo o cortometraggio, i migliori dell’anno sono stati considerati il maestro Nicola Piovani, per la colonna sonora de “I fratelli De Filippo” di Sergio Rubini, e il cantautore Manuel Agnelli per la canzone “La profondità degli abissi”, inserita nel “Diabolik” dei Manetti Bros.

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