Società

Aversa, sequestro struttura Arcieri Normanni: “Abbiamo inoltrato regolare richiesta e agito dopo silenzio assenso”

di Antonio Arduino

Aversa (Caserta) – “Abbiamo ricevuto solidarietà da tantissimi cittadini e da molti politici, tra questi voglio ricordare l’assessore allo Sport e Cultura di Aversa, Luisa Melillo, l’offerta di patrocinio gratuito da due avvocati di fama, di cui uno docente universitario della nostra zona e l’altro con studio legale a Salerno, ma gli attestati di solidarietà non bastano per risolvere il problema che è stato creato dalla chiusura della struttura in cui si allenano i nostri ragazzi e non solo ragazzi  perché fra i nostri 30 iscritti ci sono anche molti adulti che frequentano con regolarità il campo di tiro”. – continua sotto –

Commenta così Mimmo Del Piano, fondatore, insieme alla moglie Rita Troncone, della associazione sportiva dilettantistica “Arcieri Normanni” costretta a chiudere i battenti perché avrebbe realizzato un cantiere abusivo per sostituire la vecchia struttura in cui si allenavano gli atleti nel periodo invernale, quando non era possibile allenarsi all’aperto, deteriorata dagli insulti del tempo sofferti nei suoi 18 anni di vita. Un caso che abbiamo affrontato nei giorni scorsi in un apposito videoservizio: guarda qui

“Abbiamo ottenuto l’area su cui attualmente sono la nostra sede e il campo di allenamento dal comune di Aversa nel 1994. L’amministrazione comunale ci ha dotati anche di servizi igienici e della copertura di un lato nella zona tiro onde poter conservare i materiali al riparo dalle intemperie”, spiega Del Piano, ricordando che per realizzare la sostituzione della vecchia struttura coperta aveva chiesto l’autorizzazione al Comune. “L’abbiamo chiesta oltre un anno fa, come dimostra il protocollo della richiesta, – continua Del Piano, sottolineando che tutto quanto afferma è protocollato quindi dimostrabile – chiedendo anche l’autorizzazione a realizzare uno scivolo per l’abbattimento delle barriere architettoniche che impedivano ai disabili su sedia a rotelle di accedere alla vecchia struttura, ma la risposta non è mai arrivata”. Così, probabilmente, ritenendo di poter applicare l’istituto del “silenzio assenso”, che diventa automatico se la risposta ad una richiesta fatta ad un ente pubblico non arriva entro 30 giorni, il 20 ottobre 2021 l’associazione ha trasmesso all’ufficio comunale competente una comunicazione di inizio dei lavori che sono iniziati il 25 di ottobre e terminati l’8 novembre.

All’apparenza tutto sarebbe stato fatto secondo le regole. Però un esposto che, probabilmente, prodotto da residenti in un condominio adiacente al campo di tiro che ritenevano di subire un danno per la maggiore altezza della nuova struttura rispetto alla precedente, pari a circa 60 centimetri, ha innescato un controllo della Polizia municipale che ha portato poi alla chiusura del cantiere considerato abusivo. “Ovviamente – commenta del Piano – adesso i nostri atleti non si potranno allenare e saremo costretti a non presentarli ai campionati regionali e ai successivi campionati italiani. Cosa che crea un danno di immagine alla città di Aversa che, grazie agli Arcieri Normanni, è conosciuta in tutta la penisola è anche al di fuori dal momento che il nostro medagliere conta 9 medaglie d’oro, 30 medaglie d’argento, 22 medaglie di bronzo conquistate ai campionati italiani. Due medaglie d’oro ai campionati mondiali. Una presenza alle Paralimpiadi e 6 medaglie d’Oro ai Giochi della Gioventù. L’ultima medaglia d’oro ai campionati nazionali fu conquistata il 2019 da Giuseppe Fondi che è stato insignito della medaglia di bronzo al valore sportivo concessa dal Coni il 2 dicembre 2021”. – continua sotto –

“Probabilmente – ipotizza del Piano – tutto questo non sarebbe accaduto se ci avessero risposto dagli uffici comunali preposti indicandoci, magari, di ridurre l’altezza della nuova struttura per rientrare in dimensioni che non dessero fastidio ad alcuno”. Una soluzione semplice alla quale i responsabili della Arcieri Normanni non avrebbero opposto alcun tipo di rifiuto ma che non è stata presa in considerazione giacché, come ha ricordato il fondatore dell’associazione, non è mai arrivata alcuna risposta dagli uffici preposti permettendo così di realizzare l’opera fidando sull’istituto del silenzio assenso previsto dalla legge 241 del 1990.

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