Un territorio che torna a pensarsi come un’unica comunità, oltre i confini amministrativi. È l’idea alla base dello studio elaborato dall’architetto Salvatore Di Leva che propone la realizzazione di un Piano Strutturale Intercomunale per Atella capace di riunire sotto una visione comune i centri dell’antica Atella e ridare coerenza a un’area storicamente legata da radici condivise.
Un’unica origine per più comunità – Il progetto parte da una considerazione storica e culturale: l’antica Atella ha rappresentato per secoli un punto di riferimento per numerose comunità dell’area tra Napoli e Caserta. Frattamaggiore, Frattaminore, Cesa, Gricignano di Aversa, Orta di Atella, Sant’Arpino e Succivo sono solo alcuni dei comuni che condividono questa origine comune, territori diversi per amministrazione ma legati da un’identità storica e culturale che affonda le proprie radici nello stesso spazio geografico e simbolico. Secondo lo studio, questo patrimonio condiviso potrebbe oggi trasformarsi in un punto di forza per il futuro del territorio.
La possibilità aperta dalle nuove norme urbanistiche – L’idea prende forma anche grazie alle nuove disposizioni urbanistiche della Regione Campania, che consentono la redazione di piani strutturali intercomunali. Uno strumento che permetterebbe ai diversi comuni di pianificare insieme lo sviluppo del territorio, superando la frammentazione delle politiche urbanistiche e riconoscendo l’area atellana come un ambito storico omogeneo. In questa prospettiva il piano non punta alla fusione amministrativa dei comuni, ma alla costruzione di una strategia condivisa capace di mettere in rete risorse, energie e progettualità.
Una visione che guarda alle istituzioni e al territorio – Lo studio immagina un percorso di collaborazione tra i comuni dell’area e gli altri livelli istituzionali, dalla Regione Campania alla Città Metropolitana di Napoli, fino alle province di Napoli e Caserta. L’obiettivo è creare una piattaforma territoriale capace di valorizzare ciò che rende unico questo spazio: le comunità locali, il tessuto produttivo, le associazioni, i riti popolari e le memorie storiche. Un progetto che punta quindi a trasformare l’identità atellana in un elemento di sviluppo e non solo di memoria.
Il valore della storia e del paesaggio – Al centro della proposta vi è anche la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico dell’area: i centri storici, i siti archeologici legati all’antica Atella, i paesaggi agricoli e le stratificazioni urbane che raccontano secoli di storia. Elementi che, nello studio, diventano la base su cui costruire una visione futura del territorio, capace di coniugare identità e innovazione.
Credits – Lo studio è accompagnato anche da un video di presentazione che ne racconta la visione e i contenuti. Ideazione e realizzazione sono curate dallo stesso Salvatore Di Leva, con musiche di Tproject (Pasquale Marchese alle percussioni, Gino Frattasio a basso e tastiere, consulenza musicale, mix e mastering curati da Ciro Bianco). Coinvolti Nicola Biancarosa (montaggio), Giuseppe Bernardo e Gianluca Di Leva (L’Eco d’Atella). Al progetto hanno inoltre contribuito numerosi collaboratori tecnici e artistici, tra cui Mario Belardo, Vincenzo Franzese, Giuseppe Limone, Lorenzo Maiello, Alfonso Del Villano, Luca Dell’Aversana, Antonio Tanzillo, Francesco Montanaro, Giuseppe Mitrano, Giampaolo Ercolano, Fabiola Perrotta, Maria Antonietta Del Prete, Maurizio De Cristofaro e Luigi Mozzillo. IN ALTO IL VIDEO

