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Lusciano, medici di base: “Pronti a vaccinare, ma l’Asl perde tempo”

Lusciano (Caserta) – Come accade a Trentola Ducenta (dove ieri abbiamo realizzato un videoservizio: guarda qui) anche a Lusciano i medici di base, supportati dall’amministrazione comunale, sono pronti per avviare la campagna vaccinale. Ma l’Asl continua a farsi “attendere” per motivi imprecisati. Da qui il malcontento dei medici, come si evince da una lettera inviataci dal dottor Augusto Abategiovanni, che ricopre anche la carica di consigliere comunale. – continua sotto – 

Riceviamo e pubblichiamo: «Da più parti mi chiedono della campagna vaccinale che stiamo organizzando sul territorio. Qualcuno addirittura, provocatoriamente, si chiedeva che fine aveva fatto il progetto cui stavo lavorando. Allora, è giusto fare alcune precisazioni. I medici di base del Comune di Lusciano e di altri paesi sono quelli che stanno sopportando un carico eccessivo di lavoro e responsabilità. Infatti, non abbiamo avuto alcun protocollo terapeutico per curare i pazienti affetti da Covid19; da nessuno! Lo stiamo facendo in base alla nostra scienza e coscienza, pigliandoci responsabilità sia terapeutiche, che medico-legali nonché critiche da soggetti che a volte parlano senza capire cosa sta succedendo. E’ da aggiungere che le nostre terapie non sono state mai modificate da nessuno. Neanche dagli specialisti preposti dall’Asl. Ulteriore segno di correttezza terapeutica. – continua sotto – 

Quando abbiamo capito che, dopo oltre un anno, la cosa stava sfuggendo di mano ci siamo messi insieme per poter dare una spinta risolutiva a vaccinare il territorio. Intendo tutto il territorio. Solo così sarà possibile in tempi certi, tipo 40-50 giorni, vaccinare ogni soggetto di ogni paese. A tal fine, non a caso ho indetto due riunioni nel Palazzo Ducale di Lusciano ed una a Parete. Risultato: i medici di base di Lusciano, Trentola, Parete, Frignano, San Marcellino, Villa di Briano non si sono tirati indietro e mai lo faranno. Noi siamo pronti. Abbiamo i medici, i farmaci e dispositivi di pronto soccorso e primo soccorso ed anche le strutture dove vaccinare (l’Amministrazione Comunale di Lusciano ci fornisce i locali adiacenti le palestre, scrivanie, computer, stampanti, DPI e quant’altro; stessa cosa a Trentola, Parete e così via). – continua sotto – 

Allora perché non si parte? Qualcuno, malignamente, potrebbe ipotizzare che è l’apparato sanitario istituito che non vuole o non riesce. Questo pensiero può nascere dal fatto che solo dopo dura lotta, richieste, attese, rinvii ed incontri, solo ieri 9 aprile abbiamo ricevuto le password per accedere alla piattaforma vaccinale. Risultato: piattaforma farraginosa che per poter vaccinare, solo l’inserimento di ogni cittadino richiede circa 30 minuti (Fai il consenso, stampalo, fallo firmare, scannerizzalo, rimettilo in piattaforma; fai anamnesi, inserisci codici vaccino, lotto, stampa vaccinazione effettuata e fai invito al richiamo). Va bene anche questo, basta che lo facciamo. Allora qualcuno dirà: siamo pronti? Macché. Mancano le siringhe. Le siringhe, l’Asl risponde che non fornisce le siringhe. Allora come vacciniamo? A noi servono siringhe da 1 ml. Faccio un giro per le farmacie. Non ci sono (forse requisite dall’Asl per il loro vaccini? Non lo so.) I grossisti/fornitori sono sprovvisti. Per ovviare, cerco siringhe da Insulina da 1 ml ma ci vogliono anche aghi opportuni. Risultato: pochissime nelle farmacie e con costi esorbitanti a nostre spese, sia per le siringhe che per gli aghi da sostituire. Personalmente, ne ho trovate solo 150. – continua sotto – 

A noi servono circa 5.000-6.000 siringhe per poter partire al meglio. Perché rifiutano di darcele? Forse diamo fastidio se una nostra discesa in campo in 40-50 giorni potrà vaccinare tutti? Tutti intendo i 6 comuni che ho menzionato, quasi a creare una cinta sanitaria, perché se vaccino solo Lusciano e poi entra un contatto positivo da fuori il virus circolerà lo stesso con la possibilità che per poter continuare ad esistere creerà quella che in gergo si chiama variante. A margine voglio dire che solo il dottor Iodice, responsabile del Distretto 19 ci è stato vicino, anche se forse limitato da una burocrazia farraginosa».

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