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Riciclaggio, arrestato il re delle pompe funebri nel Salernitano: sequestri per 16 milioni

Tutto è cominciato dopo il voto amministrativo per l’elezione del sindaco di Capaccio Paestum (Salerno) del 9 giugno 2019, Franco Alfieri (totalmente estraneo alla vicenda), quando erano stati denunciati alcuni episodi di utilizzo improprio di mezzi di soccorso del 118 che avevano inscenato un carosello tra le strade della cittadina per festeggiare il risultato elettorale. – continua sotto – 

Gli approfondimenti investigativi della polizia e dei magistrati, coordinati dal procuratore di Salerno Giuseppe Borrelli, hanno permesso di raccogliere evidenze probatorie per indagare Roberto Squecco quale gestore di fatto di tutte le associazioni che operavano nel settore del trasporto infermi e delle collegate società di onoranze funebri, associazioni e società solo formalmente intestate a suoi parenti e collaboratori. Per Squecco si sono aperte le porte del carcere, ai domiciliari altre dieci persone tra suoi parenti e collaboratori. Per gli indagati le accuse sono di intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, auto-riciclaggio, peculato, abuso d’ufficio e falso, turbata libertà degli incanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. – continua sotto – 

In particolare, la figura di Squecco emergeva anche per i precedenti penali di rilievo (condannato, infatti, con sentenza definitiva per tentata estorsione a danno di un imprenditore operante proprio nel settore delle onoranze funebri, reato commesso al fine di agevolare il clan camorristico Marrandino) e per essere stato già sottoposto a misura di prevenzione patrimoniale; nonostante ciò, l’imprenditore continuava ad avere dirette interlocuzioni con le amministrazioni pubbliche, gli enti, i clienti, i collaboratori ed i fornitori, niente affatto giustificabili con il suo ruolo di dipendente di una delle società funebri controllate e di mero volontario delle associazioni onlus a lui riconducibili. – continua sotto – 

Nell’ambito di questa attività d’indagine, già dall’ottobre 2019 sono stati eseguiti, nei confronti di Squecco e di alcuni suoi prestanome, sequestri preventivi di alcune società ed associazioni, operanti nel settore del trasporto e soccorso infermi in convenzione con l’Asl di Salerno e delle onoranze funebri; sono stati inoltre sottoposti a sequestro conti correnti e rapporti bancari sui quali erano stati rintracciati movimenti di danaro pari a circa mezzo milione. Oggi, contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari personali – secondo una strategia di contrasto avviata, a livello nazionale, dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, che prevede un modello operativo innovativo, caratterizzato dallo svolgimento in parallelo delle indagini penali e di prevenzione antimafia, investigatori del Servizio Centrale Anticrimine, guidato da Giuseppe Linares, e della Divisione Anticrimine di Salerno hanno eseguito, nei confronti di Squecco, un decreto di sequestro di prevenzione di beni e assetti societari, per un valore di circa 16 milioni di euro. IN ALTO IL VIDEO

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