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Covid, Conte: “Già possibile differenziare restrizioni a livello provinciale”

“E’ pensabile, differenziando all’interno di una Regione le aree più critiche da quelle con un livello inferiore e che non meritano una penalizzazione” con misure più restrittive. “Si può fare. C’è meccanismo nel Dpcm che consente sulla base di dati oggettivi, su richiesta del presidente della Regione, di farlo”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento all’assemblea dell’Anci. Nel pomeriggio di giovedì  è iniziata la riunione tra Governo e Regioni convocata dal ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia dopo la richiesta dei presidenti sui parametri che determinano la collocazione nelle zone gialla, arancione e rossa. All’incontro in videoconferenza sono presenti anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. Tra i presidenti, presenti Toti, Acquaroli, Fedriga, Toma, Marsilio e Spirlì. – continua sotto –

Conte: “Sia un Natale sobrio senza feste o la curva si impenna” – “A Natale dobbiamo già predisporci a passare le festività in modo più sobrio: veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non è possibile. Al di là delle valutazioni scientifiche occorre buonsenso. Una settimana di socialità scatenata significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva, in termini di decessi, stress sulle terapie intensive. Non ce lo possiamo permettere. Dobbiamo prepararci a un Natale più sobrio, anche se pensiamo ci si possa scambiare doni e permettere all’economia” di crescere. Lo dice il premier Giuseppe Conte nel suo intervento all’assemblea dell’Anci. – continua sotto –

Boccia: “Non escludo che possano esserci altre Regioni rosse” – “Non escludo che possano esserci altre Regioni rosse, sempre sulla base dei dati del monitoraggio”. Lo ha detto il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. Quanto alla possibilità di differenziare zone diverse all’interno delle stesse regioni, Boccia ha ribadito, come aveva già fatto il premier, che è una possibilità “che già esiste”. “E’ già previsto che ci possa essere una differenziazione – ha aggiunto -, quelle Regioni che sono state rosse nella settimana di attenzione possono e potranno allentare le misure in alcune province”. “Fino al 3 dicembre non è in discussione” il modello dei 21 parametri. Lo spiega il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, su Rai 1, ricordando che fino a quella data è in vigore l’attuale Dpcm e prima di allora il sistema non subirà modifiche. – continua sotto –

In Italia altri 36.176 casi e 653 decessi nelle ultime 24 ore – Nelle ultime 24 ore in Italia si sono registrati altri 36.176 casi di coronavirus, a fronte di 250.186 tamponi processati (mercoledì i nuovi positivi erano stati 34.282 su 234.834 test). Altre 653 persone sono decedute mentre sono 17.020 i guariti. In terapia intensiva ci sono altri 42 pazienti per un totale di 3.712 posti occupati.  – continua sotto –

La mortalità torna a crescere: +23% in diverse città – Ad ottobre “si rileva un incremento di mortalità sia al Nord (+22%) che al Centro-Sud (+23%) con un eccesso significativo in diverse città”. In particolare, dal 28 ottobre al 3 novembre “si conferma il trend in crescita osservato a partire da metà ottobre in diversi grandi centri del Nord (Torino, Genova, Milano) e del Centro Sud (Roma, Bari, Palermo). Da fine ottobre è stato segnalato un aumento anche a Bologna, Firenze, Perugia, Cagliari e Catania”.

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