La condanna non passa dal carcere, ma dal servizio alla collettività. Sette mesi di volontariato presso un ente assistenziale di beneficenza, in sostituzione della pena detentiva, e risarcimento dei danni alla parte civile: è la sentenza emessa oggi dal tribunale casertano di Santa Maria Capua Vetere nel processo a carico di una donna ucraina di 46 anni, da tempo residente nella città del Foro. Il verdetto è stato pronunciato dal giudice Valerio Riello, della Terza Sezione Penale. L’imputazione, formulata con richiesta di rinvio a giudizio a firma del pubblico ministero Albenzio Ricciardiello, era di danneggiamento aggravato.
La ricostruzione dei fatti – Secondo l’accusa, la donna avrebbe danneggiato l’autovettura dell’ex moglie del suo attuale compagno, un carabiniere. Prima colpendo l’auto con una statuetta in gesso raffigurante la Madonna, poi scagliando un grosso sasso contro il veicolo, fino a frantumare il lunotto posteriore. L’automobile della persona offesa era parcheggiata sulla strada, all’esterno della sua abitazione. I fatti risalgono a metà gennaio del 2025 e si sarebbero verificati a Sant’Angelo in Formis, frazione di Capua. In quel periodo la 46enne si trovava nell’abitazione del compagno, ex marito della vittima, che nel processo si è costituita parte civile assistita dagli avvocati Raffaele Crisileo e Gaetano Crisileo. Alla base dell’episodio, secondo quanto emerso nel corso del dibattimento, vi sarebbero stati motivi di gelosia.
Le indagini – A seguito della denuncia presentata dalla vittima al comando dei carabinieri di Capua, i militari, su delega del pubblico ministero, hanno avviato gli accertamenti. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati i filmati realizzati con un telefono cellulare che documenterebbero la scena del danneggiamento dell’auto. Sono stati, inoltre, ascoltati diversi testimoni, tra cui l’ex marito della persona offesa, il quale ha riferito di aver notato frammenti di vetro nei pressi del veicolo. Al termine del processo, il tribunale ha ritenuto la donna responsabile dei fatti contestati, disponendo la sostituzione della pena con il servizio di volontariato e il risarcimento dei danni in favore della parte civile.

